Vivere come...

Salve a tutti, 

come prima cosa, vorrei testimoniarvi che sono stato educato secondo la tradizione della Chiesa Cattolica Romana, ma dopo aver ricevuto i sacramenti fino alla Cresima, ho per mia neglicenza, cominciato a frequentare la chiesa sempre meno. 

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Se in quel periodo, nonostante la mia defezione, mi avessero chiesto se ero cristiano, avrei risposto affermativamente. Ma in realtà non mi ero mai preoccupato di conoscere quel Cristo che dicevo di amare.
 "Si vive una volta sola", recita un proverbio, ed io ci credevo fermamente e pensavo solo a divertirmi. 
Con i miei amici ci dedicavamo a realizzare tutto ciò che più ci piaceva, senza preoccuparci minimamente se le nostre azioni fossero gradite a Dio. Ascoltavo moltissima musica, amavo portare i capelli molto lunghi e la mia stanza era tappezzata dei miei adorati idoli, dei cantanti più in voga al momento ed i gruppi di cui andavo matto.

Vivevo sognando di diventare come uno dei miei cantanti preferiti, famoso, ricco,  osannato dalle mie ammiratrici e viaggiare per il mondo. Ma col passare del tempo cominciai a capire che queste mie speranze non erano attuabili e perciò dovevo cercare di realizzare la mia vita cercando di pormi altre mete, ma purtroppo non sapevo ancora quali.
 

All’età di 18 anni arrivò la chiamata al servizio militare. Questo fatto apportò alla mia vita numerosi cambiamenti: dovetti tagliare i miei lunghi capelli, lasciare gli amici più cari con i quali avevo condiviso sogni e speranze, allontanarmi dalla famiglia e dalla mia città. Trovandomi in una realtà completamente diversa, mi trovai a meditare su tante cose. Cominciai a considerare i miei sogni e molti degli ideali in cui avevo creduto, cose vane . Intanto mi sentivo spesso triste e bisognoso di un aiuto speciale. Fu proprio in quel periodo che qualche volta ripresi a pregare.
 

Nel frattempo mia madre, prese una decisione molto importante per la sua vita: decise di appartenere a Cristo . Sapevo che da tempo ella era alla ricerca della Verità. Fin da piccola leggeva regolarmente un Nuovo Testamento che un missionario evangelico le aveva donato. Inutilmente aveva chiesto spiegazioni ai sacerdoti su problemi che le sorgevano durante la lettura di quel Libro. Questi non sapevano o non volevano darle risposte chiare.  Ma ascoltando una radio evangelica, "RADIO VITA NUOVA", molte di quelle domande trovarono una risposta. Confrontando quanto leggeva ed udiva, mia madre scoprii che non con pratiche umane o opere meritorie era possibile guadagnarsi un posto in cielo ma solo attraverso il sacrificio di Gesù morto per lei personalmente.Così capita la Verità e ritenutala giusta, l’aveva fatta propria e senza esitare accettò Cristo come suo Salvatore personale e la sua guida per ogni momento.

 

Lei me ne informò subito e quando ritornavo in licenza mi parlava sempre di Dio e del piano di Salvezza. Al momento di ripartire, quando mi preparava le valige, mi infilava tra gli indumenti volantini che parlavano del Signore e un giorno vi trovai anche un Nuovo Testamento. 
Pur trovandomi tra tanti giovani spesso mi sentivo solo e trovavo conforto nella lettura del Libro che mia madre mi aveva donato. Man mano che la lettura procedeva nacque in me il desiderio di conoscere quel Gesù morto per me sulla croce per i miei peccati.

 

Fino a quel momento nonostante la vita disordinata non pensavo di aver offeso Dio col mio comportamento; infatti facevo più o meno quello che fanno tutti.Terminato il servizio militare, non cessò il mio interessamento sull’argomento, anzi era ben vivo nella mia mente e nel mio cuore.

Un giorno accettai di partecipare ad uno studio biblico che si teneva nella sala di riunioni della Chiesa Evangelica della mia città. Lì notai che i partecipanti a questa riunione parlavano molto liberamente del loro Gesù, fui colpito anche dal sentimento che provavano e dalla riconoscenza per il loro Salvatore che trapelava dalle loro preghiere, preghiere nelle quali non usavano frasi fatte, ma parole che scaturivano dal cuore. Inoltre si rivolgevano solamente a Gesù e a Dio Padre.  
 

Così pian piano cominciai a partecipare regolarmente alle riunioni che si tenevano e ascoltando le persone che facevano parte della comunità alle volte provavo un po' d’invidia, erano così sicuri di appartenere a Cristo! Mi parlavano del Suo amore, del Suo ritorno e del modo in cui li avrebbe portati con sé per vivere con Lui eternamente nel Regno dei cieli. 

Intanto il Signore mi faceva vedere la mia condizione di peccatore. Capivo sempre di più di aver bisogno del perdono dei miei peccati.
 

Ancora non capivo tante cose, ma era chiaro che non ero a posto nei confronti di Dio. Poco contava che gli altri mi considerassero un bravo ragazzo, infatti , "Tutta la mia giustizia (era considerata da Dio) come un panno sporco" (Is.64:6). Dio conosceva anche i miei pensieri più nascosti, che nessun altro sapeva, eppure era disposto ad avere misericordia di me a condizione che fossi disposto a riconoscermi peccatore e a chiederGli perdono. Il Signore si era da sempre interessato di me preparando ogni cosa perché io fossi felice, io invece non mi ero mai interessato a Lui ed ero vissuto fino a quel momento in modo egoistico, facendo solo ciò che più mi piaceva.
 

Un bellissimo giorno ebbi l'opportunità di ascoltare una predicazione pubblica, nella quale ancora una volta si spiegava la condizione dell’uomo e la necessità del sacrificio di Cristo per salvarci, durante il discorso, il predicatore citò un passo della Bibbia che si trova in Giovannni 5:24 e dice: 

"CHI ASCOLTA LA MIA PAROLA E CREDE A COLUI CHE MI HA MANDATO, HA VITA ETERNA E NON VIENE IN GIUDIZIO, MA È PASSATO DALLA MORTE ALLA VITA".

Mentre ascoltavo queste parole rimasi turbato e alla fine di quella serata mi avvicinai a quel predicatore e pregammo insieme con tanta emozione. 
 
Affidaicon la piena consapevolezza di quanto facevo, la mia vita a Cristo Gesù. 

Confessai a Lui che la mia esistenza non avrebbe avuto più senso senza di Lui, e che fino a quel momento avevo sempre vissuto nel peccato e Gliene chiesi. 

Accettai per me quel sacrificio che Lui ha voluto affrontare sulla croce per salvarmi.

Egli aveva lasciato tutta la Sua gloria per la salvezza mia! L’opportunità che Gesù mi ha offerto è veramente la migliore della mia vita.

La pace che Cristo mi da ancora oggi, mi riempie di gioia. Insieme a mia moglie Lorena ed al mio figlio Emanuele, sto scoprendo di amare Gesù e il mio desiderio è di conoscerlo e amarLo sempre più.  Prima di conoscere la Verità, come ho scritto nella parte iniziale della testimonianza, pensavo che, poiché si vive una volta sola è bene godersene ogni attimo. Eppure solo come cristiano ho scoperto di poter apprezzare e gustare con soddisfazione ogni giorno che vivo. 

AFFIDA ANCHE TU LA TUA VITA A CRISTOsolo in Lui sei in buone mani! Non perdere questo dono che il Signore ti offre.

  Marcello  


P.S.  Se vuoi scrivermi: info@fedecristiana.net

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