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Ingiustizie

    

Esodo 23:7 Rifiuta ogni parola bugiarda; e non far morire l’'innocente e il giusto; perché io non assolverò il malvagio.

Questo precetto è rivolto ai giudici di Israele del tempo, e l'ordine che Dio vuol dare loro con questa norma, è per l'appunto un volerli raccomandare nell'avere un acuta attenzione di ciò che era ed è una menzogna e di ciò che invece era ed è una verità.
Dio raccomanda in questa espressione, in modo molto particolare, l'applicazione della giustizia.

 

Afferma loro categoricamente, che qualora essi avessero sbagliato, condannando quindi l'innocente e assolvendo il colpevole, Egli non avrebbe comunque assolto il colpevole, ma lo avrebbe tenuto proprio per ciò che era realmente: un uomo malvagio, reo di avere commesso delle ingiustizie, che seppure davanti alla giustizia degli uomini l'aveva scampata, non però l'avrebbe scampata davanti a Lui.
 

Deuteuronomio 25: 1 Quando sorgerà una lite fra alcuni, e verranno in giudizio, i giudici che li giudicheranno assolveranno l’'innocente e condanneranno il colpevole.

Quando si parla di giustizia, di giudizi, di perizie, stime e valutazioni, credo che si tocchi un argomento molto delicato che molto spesso "fa gola" a molti di noi. Quasi tutti noi infatti siamo tendenzialmente portati ad esprimere un giudizio, una stima, una valutazione o altro davanti a tantissime occasioni nella nostra vita.  Seppure nessuno di noi sia un Magistrato o un Giudice, vediamo che fa proprio parte di noi, del nostro carattere, del nostro modo di fare, l'esprimere dei giudizi, dei pareri, delle stime e altro. Questo lo facciamo sia per cose più o meno importanti, ma a volte anche per cose che non ci riguardano affatto,
Matteo 7: 1-2 Non giudicate acciocché non siate giudicati;  perché col giudizio col quale giudicate, sarete giudicati; e con la misura onde misurate, sarà misurato a voi. 

Giobbe un giorno formulò una domanda: 
Giobbe 9:2 "Come può l'uomo essere giusto davanti a Dio?"
Presentando con questa domanda il problema che da sempre tormenta la mente dell'uomo, in modo particolare dal momento in cui egli si rende conto di essere un peccatore, dal momento in cui egli si rende conto di avere sbagliato in qualche cosa: come possiamo essere giusti?

 

In Inghilterra vige una legge secondo la quale il re può, nella sua clemenza regale, perdonare un criminale e farlo rilasciare, ma questi non può assolutamente, neppure con tutta la sua clemenza, riportare nella posizione di prima un che abbia infranto la legge. Infatti fino alla fine dei suoi giorni, quell'uomo sarà sempre considerato un criminale perdonato, ma pur sempre un criminale; cioè la clemenza del re non gli rende netta e limpida la propria fedina penale morale e spirituale, il suo stato di colpevolezza rimarrà sempre, però egli avrà comunque l'agiatezza di restare in libertà. Non così è per Dio,  il quale abbiamo visto esige una precisa giustizia,

Ma voglio rassicurarvi su una sacrosanta verità: Nonostante la giusta pretesa di giustizia, Dio è oltremodo grande e misericordioso davanti a colui che realmente si pente e fa di tutto per rendere manifesto e pubblicoquesto suo pentimeto. Infatti Dio non solo può perdonare colui che pecca, ma ha anche l'autorità di purificare il peccatore e considerarlo addirittura uomo giusto davanti alla legge, davanti agli uomini e davanti alla Sua presenza.

 

Come può avvenire questo?  Può avvenire attraverso la giustificazione, quella vera e unica giustificazione riservata unicamente a coloro che mettono la loro fede in Cristo Gesù, nel sacrificio compiuto sulla croce, coloro che realmente si pentono davanti a Lui, riconoscono il loro stato di peccato, si arrendono. Solo tali persone verrano dichiarate giusti ai Suoi occhi e sono liberati da tutte le loro colpe e dalla punizione che meritano.

Romani 10:9 perché, se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato;

Quindi Dio basandosi sui meriti di Cristo, al quale il peccatore è unito per mezzo della fede, lo dichiara non più sotto condanna, ma su una vera e propria base di giustizia davanti a Lui, lo dichiara quindi giusto.

 

In Atti 13:38-39 Siavi dunque noto, fratelli, che per mezzo di Lui v’è annunziata la remissione dei peccati; e per mezzo di Lui, chiunque crede è giustificato di tutte le cose,…

Chiunque quindi in questo modo, può ritenersi giustificato davanti a Lui. E anche se ancora oggi siamo soggetti a sbagliare, a peccare, a non fare sempre ciò che è giusto, solo dietro un sincero pentimento troviamo pace nei nostri cuori, un grande ristoro e la rassicurazione che Dio ci ha perdonato.  Veniamo in questo modo rinfrancati da tanti aspetti negativi che le nostre mancanze comportano, anche se spesso dobbiamo comunque affrontare le conseguenze. Che Dio ci dia sostegno e forza nelle nostre decisioni!