Cristo la nostra Pasqua     

1Cor 5:6 Il vostro vantarvi non è buono. Non sapete voi che un po’ di lievito fa lievitare tutta la pasta? 7 Purificatevi del vecchio lievito, affinché siate una nuova pasta, come già siete senza lievito. Poiché anche la nostra pasqua, cioè Cristo, è stata immolata.

8 Celebriamo dunque la festa, non con vecchio lievito, né con lievito di malizia e di malvagità,
ma con gli azzimi della sincerità e della verità.

 

Quando Paolo scrive queste parole ai Corinzi, le scrive dopo una serie ammonizione nei loro confronti dovuta ad un caso di fornicazione presente tra loro, esattamente si trattava di un incesto, e scrive dopo aver comunicato la sua decisione di mettere fuori dall'adunanza, quindi "in man di Satana", colui che per l'appunto aveva commesso tale reato.

 

Paolo ammonisce loro dicendogli che l'oggetto del loro vanto non è assolutamente qualcosa di cui ci si deve vantare, erano nel peccato e non se ne rendevano conto e ancora di più forse ne erano anche orgogliosi, una cosa inaudita.

Per farsi capire bene, Paolo incomincia a parlare loro in termini culinari, usa una terminologia adatta alla cucina, ma ben chiara anche per il loro grave problema.

Gli dice appunto che "un pò di lievito fa lievitare tutta la pasta", e questo credo sia un concetto ben chiaro a tutti, come è ben chiaro che  Paolo non voleva di sicuro istruirli su come fare il pane, il lievito è qui come in altri passi, l'emblema di un principio.

 

Infatti il lievito nella Parola di Dio spesso rappresenta il male perpetrato nella comunità, un male che appare a prima vista innocuo e quantitativamente insignificante, infatti anche per fare il pane ne basta veramente poco, ma chi lo usa sa come esso sia dotato di una forza penetrante tale da fare lievitare gran quantità di  pasta, ed è esattamente ciò su cui Paolo mette in guardia i Corinzi relativamente al peccato presente tra loro.

 

Tenere il peccatore liberamente tra loro, avrebbe messo in cattiva luce la chiesa e dato una cattiva influenza sugli altri tale che non avrebbe fatto altro che diffondersi ed infettare molti altri.

Un certo Thomas Thaerne scrive che: "le persone sono come la mele: quando una è marcia e la si mette vicina a quella sana, non è la marcia che guarisce, ma la sana che marcisce", un concetto non certo nuovo ma sentito tantissime volte, soprattutto nel periodo adolescenziale quando forse noi nel passato e forse oggi verso i nostri figli, quando incominciano a frequentare un certo tipo di persone di cui come genitori non si è d'accordo sul frequentarle.

 

L'esortazione di Paolo è proprio quella di purificarsi in modo da essere un nuova pasta, quindi le loro vecchie cattive abitudini dovevano essere lasciate per sempre, abbandonate completamente.

Egli gli dice "come già siete senza lievito", quindi al momento attuale essi si trovavano già liberi dalla corruzione, infatti non dice "dovreste essere senza lievito", ma ciò cha Paolo raccomanda loro è che essi non dovevano reintrodurre il vecchio lievito nella loro vita, se non volevano ritornare a contaminarsi.

 

La ragione per la quale essi erano senza lievito è attestata da un importante testimonianza espressa sempre da Paolo quando dice: la nostra pasqua, cioè Cristo, è stata immolata.

A questo punto  possiamo chiederci:

Ø       Perché Paolo fa riferimento alla Pasqua?

Ø       Cosa c'entra la Pasqua col lievito?

Ø       Cosa c'entra Cristo con la Pasqua?

Ø       Cosa c'entra l'immolazione Pasquale con la Persona  di Cristo Gesù?

 

A queste domande ci risponde l'Antico Testamento, il quale è custode delle più antiche forme cultuali e delle più antiche prescrizioni di Dio relative anche alla Pasqua.

Infatti la pasqua anticamente non era altro che una delle più importanti solennità istituite da Dio, utili per commemorare l'avvenimento fondamentale della liberazione degli israeliti dalla schiavitù egizia.

 

Era oltremodo necessario che si celebrasse il ricordo di quella notte, notte in cui Dio fece morire tutti i primogeniti d'Egitto e risparmiò i primogeniti delle dimore che erano contrassegnate dal sangue di un agnello. Gli Israeliti dovevano ricordare per sempre che i loro padri col loro bastone in mano, quella notte rimasero in piedi con la famiglia,  e consumarono un agnello arrostito per intero e mangiato con pane azzimo, quindi senza lievito.

Gli uomini di quella generazione ed i loro discendenti non dovevano mai dimenticare e pertanto dovevano festeggiare ogni anno la pasqua, festa in cui il capo famiglia per l'appunto ricordava la storia di quella notte in cui Dio intervenne per la loro liberazione dalla schiavitù.

 

Un avvenimento veramente importante sia per ciò che riguardava la vita nelle comunità ebraiche, sia per ciò che riguarda noi oggi.

 

Quando parliamo di Pasqua, parliamo di un passaggio molto importante, ed è proprio questo il significato di Pasqua: passare oltre nel senso risparmiare qualcuno.

E in quella notte Dio risparmiò tutto il popolo ebraico e lo mise in cammino verso la terra promessa, terra nella quale essi avrebbero vissuto per lunghi anni in piena prosperità e avrebbero goduto dei più preziosi frutti della terra e tutto questo alla Sua gloria, per essere una testimonianza vivente della Sua potenza.

 

Ma col passare degli anni le cose cambiano ed anche le cose più vere e più importanti cambiano di significato. Non voglio parlare male di come il mondo oggi festeggia la pasqua, ma voglio evidenziare come laddove non c'è un amore sincero verso Cristo Gesù e l'opera redentrice che Lui ha compiuto sulla croce, non può esserci alcuna festa tale che possa onorare il nostro Signore e Dio. Laddove io non prendo coscienza del mio peccato e non confesso i miei peccati e laddove io non riconosco Cristo Gesù morto sulla croce al mio posto, non c'è spazio per una parola grande e importante come quella della pasqua, poiché pasqua non vi è ancora stata nella loro vita e come Paolo ci dice nel brano letto: Cristo è la nostra pasqua.

 

Ø     Ecco cosa c'entra Cristo Gesù con questa bellissima festa commemoratrice di un importante ed indispensabile episodio di vita in cui l'uomo è stato risparmiato

Ø     Ecco cosa c'entra Cristo con il passare oltre, perchè la giusta condanna che spettava a noi è passata oltre ed è stata pagata da lui in croce.

Ø     Ecco cosa c'entra la pasqua con il lievito, poiché laddove Cristo Gesù, passando oltre ha purificato l'uomo credente, così noi alla stessa stregua dei Corinzi dobbiamo non contaminarci, ma camminare in novità di vita,  lasciandoci conquistare ogni giorno di più dall'amore che Cristo Gesù riversa verso ognuno di noi.

 

Vogliamo festeggiare la Pasqua? Allora festeggiamo Colui che è la nostra pasqua, festeggiamo Cristo Gesù e testimoniamo di come Egli sia passato oltre ai nostri peccati e di come ci abbia risparmiato dalla dura condanna che Dio riverserà nell'ultimo giorno, quando ogni uomo renderà conto del proprio operato e renderà conto di ogni sua parola detta.

Gesù Cristo è la nostra pasqua e noi festeggiamo Lui oggi, domani, dopo domani, domenica prossima e sempre, finchè i nostri cuori batteranno sempre ed unicamente per Lui.

Lodiamo tutti insieme la nostra pasqua poiché veramente Egli ci ha risparmiati e veramente egli ci ha dato in promessa la vita eterna, che godremo insieme a Lui e che continueremo a festeggiare ogni giorno per l'eternità.