Opposizioni

Amos, personaggio storico importante nella storia d'Israele; è un personaggio che, socialmente parlando, si è rivelato molto comune, ma che ha avuto per il popolo di Israele un rilevanza molto importante; questo dovuto ad una chiamata ch'egli ricevette da Dio, e che lo portò a dovere compiere una vera e propria missione.


Dal regno di Giuda infatti, regno di sua appartenenza, dovette recarsi al Nord, quindi in Israele, per portare quanto Dio voleva comunicare a quest'ultima nazione.

Egli portò un messaggio di giudizio indirizzato prima alle nazioni circonvicine ad Israele, poi un messaggio di giudizio per Giuda stessa ed infine uno contro il popolo d'Israele, il quale pure aveva ormai raggiunto il culmine del peccato e proprio per questo Dio decise di non usare più oltre tolleranza nei confronti di questi.

Amos parlò con grande autorità, e ricevette da parte di un suo cosiddetto "collega" di nome Amatsia, una forte OPPOSIZIONE:
 Amatsia, sacerdote di Bethel, mandò a dire a Geroboamo, re d’Israele: "Amos congiura contro di te in mezzo alla casa d’Israele; il paese non può sopportare tutte le sue parole. 11 Amos, infatti, ha detto: - Geroboamo morrà di spada e Israele sarà portato in cattività lontano dal suo paese". 12 E Amatsia disse ad Amos: "Veggente, vattene, fuggi nel paese di Giuda; mangia là il tuo pane, e là profetizza; 13 ma a Bethel non profetizzare più, perché è un santuario del re e una residenza reale".Amos 7:10

Importante sottolineare la veemenza con la quale questo sacerdote si accanisce nei confronti di questo messaggero mandato da Dio. Lui che parlava ad Amos non era uno qualunque, ma era un importante sacerdote, il suo messaggio o parere poteva arrivare direttamente al re. Egli era profondamente contrario alle parole di Amos, le quali come lui stesso riporta, parlano di un vero e proprio giudizio comprendente la deportazione d'Israele in un altro territorio straniero; messaggio duro da ricevere, inammissibile da accettare, e la reazione di questa autorità è proprio quella di chi proprio non ne vuole sapere.

C'è di importante, comunque, che questo sacerdote non è andato a constatare se quel messaggio venisse o meno da Dio, ma ciò che lui fa è accanirsi direttamente contro Amos per il semplice fatto che quel messaggio gli stava scomodo, gli era sfavorevole, non lo voleva accettare ed è per questo che non lo voleva neanche sentire.

Amos 7:14 Allora Amos rispose e disse: "Io non sono profeta, né discepolo di profeta; ero un mandriano, e coltivavo i sicomori; 15 l’Eterno mi prese da dietro al gregge, e l’Eterno mi disse: - Va’, profetizza al mio popolo d'’Israele. -

Amos espone come risposta iniziale esattamente ciò che avvenne al momento della sua chiamata. Non c'è traccia di vanto alcuno, né millanteria nelle sue parole; lui non dice: "Come si permette, lei non sa chi sono io!"; come a volte ci capita di sentire da qualcuno, ma ciò che Amos espose era appunto il fatto di non essere niente meno che un lavoratore come tanti altri, un mandriano e coltivatore di sicomori, ma  ricevette una chiamata da parte di Dio ed ora stava trasmettendo esattamente ciò che aveva ricevuto, senza aggiungere alcunché o chissà cos'altro.

Si concentra in modo particolare ad evidenziare ciò esclusivamente il messaggio di Dio e con grande autorità arriva anche a rispondere anche al sacerdote Amatsia e con un impetuoso messaggio datogli da Dio gli dice:
16 Or dunque ascolta la parola dell’Eterno: - Tu dici: Non profetare contro Israele, e non predicare contro la casa d’Isacco! - 17 Perciò così parla l’Eterno:
- La tua moglie si prostituirà nella città, i tuoi figlioli e le tue figliole cadranno per la spada, il tuo paese sarà spartito con la cordicella, e tu stesso morrai su terra impura e Israele sarà certamente portato in cattività, lontano dal suo paese".
Amos 7

Sentendo questa risposta, forse qualcuno penserà che per Amatsia sarebbe stato molto meglio sentirsi dire l'esuberante: "Lei non sa chi sono io!", ma invece Amos va avanti riportando sempre le parole udite e ricevute e da questo non lo smuove nessuno; ripeto, non aggiunge niente di personale se non il descrivere la sua media posizione sociale ed il fatto ch'egli era semplicemente un portatore del messaggio di Dio.

Pensando a questa risposta mi viene in mente quell'espressione che riporta Pietro nella sua epistola quando dice:
Pt 3:15 …abbiate nei vostri cuori un santo timore di Cristo il Signore, pronti sempre a rispondere a vostra difesa a chiunque vi domanda ragione della speranza che è in voi, ma con dolcezza e rispetto; avendo una buona coscienza;

Anche gli apostoli del Signore Gesù, quante opposizioni hanno incontrato nel loro cammino, e quante volte sono stati chiamati davanti al Sinedrio a tribunali ecc. a giustificare il loro messaggio, ed io mi domando:

·         dove sarei io oggi se questi uomini avessero ceduto davanti alle opposizioni trovate nel loro cammino?

·         dove sarebbe la chiesa che Cristo tanto ama e per la quale ha dato la Sua stessa vita se nessuno avrebbe predicato?

·         a cosa sarebbe valso il sacrificio di Cristo, se poi nessuno lo avrebbe annunciato?

Sono domande queste alle quale dobbiamo sottoporci e per le quali dobbiamo riflettere attentamente.

Non sempre andrà tutto liscio nella nostra vita e non sempre capiremo quale è la volontà di Dio dal fatto che non ci sono opposizioni, ma consideriamo che, come molti credenti oggi stesso lo provano, bisogna entrare nel regno di Dio attraverso tante tribolazioni.

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