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![]() EMANUELE |
LORENA |
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GESU'
HA DETTO: "CHI ASCOLTA LA MIA PAROLA E CREDE A COLUI CHE MI HA MANDATO, HA VITA
ETERNA E NON VIENE IN GIUDIZIO, MA E' PASSATO DALLA VITA ALLA MORTE" GV 5:24 Mi
chiamo Marcello e per quanto riguarda la mia educazione religiosa é accaduto a me quanto
è successo un po' a tutti i giovani della mia nazione, infatti sono stato educato secondo
la tradizione della Chiesa Cattolica Romana, ma dopo aver ricevuto i sacramenti fino alla
Cresima, sacramento che avrebbe dovuto rendermi soldato di Cristo, mi ha visto invece
disertore, infatti proprio da quel periodo ho cominciato a frequentare la chiesa sempre
meno. Se in quel periodo, nonostante la mia defezione, mi avessero chiesto se ero un cristiano, avrei risposto affermativamente, ma in realtà non mi ero mai preoccupato di conoscere quel Cristo che dicevo di amare. "Si vive una volta sola", recita un proverbio. Con i miei amici ci dedicavamo a realizzare tutto ciò che più ci piaceva, senza preoccuparci minimamente se le nostre azioni fossero gradite a Dio, mi piaceva moltissimo la musica, portavo i capelli lunghi fino alle spalle e la mia stanza era tappezzata dei miei adorati idoli, i cantanti più in voga e i complessi di cui andavo matto. Trascorrevo
gran parte del giorno ascoltando quasi con fede reverenziale, i loro dischi ad un volume
assordante, quasi a perdermi in quel mare di suoni. Il tipo di musica da me preferito in
quel periodo era Heavy Metal. Vivevo sognando di diventare come uno dei
miei cantanti preferiti, famoso, ricco e osannato dalle mie ammiratrici, e viaggiare per
il mondo. Col passare del tempo cominciai a capire che queste mie speranze non erano
attuabili e perciò dovevo cercare di realizzare la mia vita cercando di pormi altre mete,
ma purtroppo non sapevo ancora quali. Alletà
di diciotto anni arrivò la chiamata al servizio militare. Questo fatto apportò alla mia
vita numerosi cambiamenti: dovetti tagliare i miei lunghi capelli, lasciare gli amici più
cari con i quali avevo condiviso sogni e speranze, allontanarmi dalla famiglia e dalla mia
città. Trovandomi in una realtà completamente diversa, mi trovai a meditare su tante
cose. Cominciai a considerare i miei sogni e molti degli ideali in cui avevo creduto, cose
vane . Intanto mi sentivo spesso triste e bisognoso di un aiuto speciale.
Fu proprio in quel periodo che qualche volta ripresi a pregare. Sapevo
che da tempo ella era alla ricerca della Verità. Fin da piccola leggeva regolarmente un
Nuovo Testamento che un missionario evangelico le aveva donato. Inutilmente aveva
chiesto spiegazioni ai sacerdoti su problemi che le sorgevano durante la lettura di quel
Libro. Questi non sapevano o non volevano darle risposte chiare. Ascoltando una radio evangelica, "RADIO VITA NUOVA",
molte di quelle domande trovarono una risposta. Confrontando quanto leggeva ed udiva
scoprii che non con pratiche umane o opere meritorie era possibile guadagnarsi un posto in
cielo ma solo attraverso il sacrificio di Gesù morto per lei personalmente. Mia
madre, capita la Verità e ritenutala giusta, laveva fatta propria e senza esitare
accettò Cristo come suo Salvatore personale e la sua guida per ogni momento. Terminato il servizio militare, non cessò il mio interessamento sullargomento, anzi era ben vivo nella mia mente e nel mio cuore. Un giorno accettai di partecipare ad uno studio biblico che si teneva nella sala di riunioni della Chiesa Evangelica di Sassari. Notai che i partecipanti a questa riunione parlavano molto liberamente del loro Gesù, fui colpito anche dal sentimento che provavano e dalla riconoscenza per il loro Salvatore che trapelava dalle loro preghiere, preghiere nelle quali non usavano frasi fatte, ma parole che scaturivano dal cuore. Inoltre si rivolgevano solamente a Gesù e a Dio Padre. In parte capivo che il Signore aveva preso il mio posto, subendo la morte per me sulla croce. Nel mio cuore sentivo il desiderio di parlare di Lui. Qualche volta mi trovai a parlare ai miei conoscenti di come sarebbe dovuta essere la vita cristiana, ma loro non volevano ascoltarmi o lo facevano per educazione. Mi
consideravano un pò eccentrico se non stravagante e in alcuni casi anacronistico. Non mi
sentivo capito. Così pian piano cominciai a partecipare alle riunioni che si tenevano
nella Chiesa Evangelica. Ascoltando le persone che facevano parte della comunità alle
volte provavo un po' dinvidia, erano così sicuri di appartenere a Cristo! Mi
parlavano del Suo amore, del Suo ritorno e del modo in cui li avrebbe portati con sé per
vivere con Lui eternamente nel Regno dei cieli.
Mentre
ascoltavo queste parole rimasi turbato e alla fine di quella serata mi avvicinai a quel
predicatore e pregammo insieme con tanta emozione. Affidai, con la piena consapevolezza di
quanto facevo, la mia vita a Cristo Gesù. Confessai a Lui che la mia esistenza non
avrebbe avuto più senso senza di Lui, ammisi che fino a quel momento avevo sempre vissuto
nel peccato e Gliene chiesi. Accettai per me quel sacrificio che Lui ha voluto affrontare
per salvarmi. Egli aveva lasciato tutta la Sua gloria per la salvezza mia!
Lopportunità che Gesù mi ha offerto è veramente la migliore della mia vita. Infatti oltre ad
avermi purificato dai peccati, mi ha chiamato a far parte della Sua famiglia e dal momento
che mi sono arreso a Lui mi ha considerato un fratello. Come figlio di Dio sono ora erede
con Lui di ogni Suo bene.
Da quel momento molte cose sono cambiate nella mia vita oltre al modo dagire, ho
acquisito delle certezze che prima non avevo. So che Dio mi ha perdonato, che ho la vita
eterna, che il Signore mi sostiene nelle difficoltà e mi aiuta ad affrontarle con
serenità. La
pace che mi da Cristo mi riempie di gioia. Sto scoprendo di amare Gesù e il mio desiderio
e damarLo sempre più. Prima di conoscere la Verità, come ho scritto nella parte
iniziale della testimonianza, pensavo che, poiché si vive una volta sola è bene
godersene ogni attimo. Eppure solo come cristiano ho scoperto di poter apprezzare e
gustare con soddisfazione ogni giorno che vivo. AFFIDA ANCHE TU LA TUA VITA A
CRISTO, solo in Lui sei in buone mani!
"Egli
é stato trafitto per le nostre trasgressioni, schiacciato per le nostre iniquità;il
castigo per cui abbiamo pace è caduto su di Lui, e per le Sue lividure noi siamo stati
guariti" (Is. 53:5).
Marcello |
"CHI HA IL FIGLIO DI DIO, HA LA VITA" Gv.5:11
Salve, mi chiamo Lorena. Nel passato ho lavorato in un Market a Sassari per moltissimi anni. Pensavo di vivere onestamente, rispettando gli altri e cercando di amare il mio prossimo come potevo, perciò pensavo di essere a posto anche con Dio. Avevo sempre sentito parlare di Lui. Infatti fin da bambina avevo frequentato la chiesa ricevendo tutti i sacramenti fino alla cresima, andavo regolarmente alle riunioni e alle funzioni che vi si tenevano e cercavo di mettere in pratica gli insegnamenti che mimpartivano. Tutto
il mio interesse durò fino ai dodici anni, poi smisi di andarci, salvo in alcune
occasioni particolari, come matrimoni, funerali, o a Pasqua e Natale. Ero certa che Dio
esistesse, ma non mi ero mai preoccupata di sapere di Lui qualcosa in più di quanto mi
era stato detto e infondo non mi ero mai chiesta se quanto facevo Gli era gradito o meno. Mi
rivolgevo a Lui solo in caso di bisogno, di solito, quando sorgeva qualche piccolo
problema. Tuttavia, non appena le difficoltà passavano, la mia vita riprendeva il solito
corso e il Signore veniva messo da parte in attesa di essere riutilizzato al momento
opportuno. Cominciai a sentire parlare di Dio, di Gesù e della Bibbia, delle realtà
celesti, in modo del tutto nuovo da Marcello, che oggi è mio marito: Egli,
benché non fosse ancora credente e non frequentasse ancora la comunità, leggeva la
Bibbia, proprio perché desiderava conoscere la Verità. Allinizio, sentire parlare
di questa nuova religione, così la definivo io, mi dava un po' fastidio. Poi
anchio, forse per curiosità, iniziai a consultare quel Testo. A casa trovai una
Bibbia in uno scaffale, era chiaro che non era stata mai usata né da me, né dai miei
famigliari, salvo forse per spolverarla, ma faceva bella mostra di sé, nel ripiano più
alto della libreria. Quando la presi aveva evidenti tracce di polvere. Data la sua
posizione era proprio come non ci fosse. Quando iniziai a leggerla scoprii di essere
estremamente ignorante sulle cose riguardanti Dio. Rimasi molto colpita da un versetto che
si trova in Rm.3:10, che dice: <<Non cé
neppure un giusto>>. Per
me che fino a quel momento non mi ero considerata peccatrice, fu un duro colpo; certo
dicevo delle bugie, ma a fin di bene, rispondevo male quandero irritata, tuttavia in
ogni circostanza giustificavo le mie azioni, pensando che cera tanta gente che
rubava, uccideva e compiva altri reati. Era compito del Signore punire quelle persone! Rendermi
conto che il giudizio di Dio su me non corrispondeva a quanto io pensavo, mi fece star
male, provai tanta vergogna nei Suoi confronti, per come Lo avevo immaginato e scoprendolo
in realtà diverso. Intanto, man mano che la lettura progrediva assieme alla Sua giusta
indignazione per il peccato, si andava delineando il Suo profondo amare per ogni singola
persona ed anche per me personalmente. Iniziò
nel mio cuore una vera e propria lotta, sapevo che quanto il Padre celeste mi diceva nella
Sua Parola era vero e ora non avevo scuse, non potevo più ignorare che per il mio peccato
meritavo di essere condannata. Il salario del peccato é
la morte. Solo riconoscendo che Cristo aveva subito la condanna al mio
posto e rendendomi conto della necessità continua della Sua guida, non solamente avrei
evitato la pena, ma sarei vissuta eternamente con Lui. Dopo
qualche tempo assieme a Marcello iniziammo a frequentare le riunioni che si tenevano
presso la Chiesa Cristiana Evangelica di Sassari. Mi colpì subito latteggiamento
dei giovani luno verso laltro e del modo in cui parlavano di Gesù, come se
fosse un loro caro amico. Man mano che procedevo nella lettura della Bibbia, la mia
condizione spirituale veniva sempre più chiarendosi. Era sempre più chiaro che senza Gesù non sarei mai stata degna di stare alla presenza del padre celeste, solo il Salvatore poteva purificarmi col Suo sangue. Un giorno partecipai ad unagape (una riunione damore fraterno). Al mio arrivo, già prima che la riunione avesse luogo, ero molto turbata e avevo un gran desiderio di piangere; iniziò dentro di me una vera lotta interiore, sapevo di non poter rimandare allinfinito una decisione che ritenevo giusta e certamente la più importante della mia vita. Vedevo
me come davanti ad un bivio: potevo ancora rimanere indifferente al Suo amore e rifiutare
con testardaggine il Suo aiuto, il Suo sacrificio affrontato, perché fossi felice, oppure
avrei dovuto dire: <<Sì, Signore, ho bisogno di te sempre>> ed accetto
con profonda gratitudine quanto hai fatto per me. Mentre
mi dibattevo in questi pensieri, mi venne alla mente questo versetto che si può leggere
in 1° Giovanni 1:9: <<Se confessiamo i nostri peccati Egli é fedele e giusto da
rimetterci i peccati e purificarci da ogni iniquità>>. Così mi arresi a Lui,
credendo che quanto avevo letto nella Sua Parola fosse vero. Basandomi
sulle Sue Parole, confessai a Lui i miei peccati e Gli chiesi perdono per la mia vita
passata, accettai il dono della Salvezza, che Egli mi offriva per mezzo
del Suo sacrificio affrontato al mio posto ed ebbi la certezza di essere stata accolta dal
Dio Padre come una figlia, libera ormai da quella condanna che riceveranno quanti, come me
prima, avranno creduto di poter fare a meno di Lui. Dopo
aver preso questa decisione, provai un senso di profonda pace e poi una gioia
indescrivibile, sensazioni mai provate prima. Oggi a distanza di tempo, sono veramente
felice di appartenere a Cristo e di far parte della Sua famiglia, voglio lodarlo e
ringraziarlo per avermi concesso una grazia così grande: il Suo amore, la Sua costante
amicizia assieme alla salvezza e alla vita eterna con Lui. In tutti questi anni mi é
stato vicino, guidandomi in ogni situazione, anche le più difficili, rimanendo sempre
fedele alle Sue promesse. Dio ci ha dato la vita eterna e questa vita é nel Suo
Figlio, chi non ha il Figlio di Dio non ha la vita, tu che leggi, non rinunciare a
questa opportunità. Lorena |