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EMANUELE  
Battesimo Noemi 025.jpg (1024386 byte)LORENA

    

 

GESU' HA DETTO: "CHI ASCOLTA LA MIA PAROLA E CREDE A COLUI CHE MI HA MANDATO, HA VITA ETERNA E NON VIENE IN GIUDIZIO, MA E' PASSATO DALLA VITA ALLA MORTE" GV 5:24

 Non è facile scrivere o parlare a chi non si conosce, ma a chiunque leggerà questa mia testimonianza, una cosa desidero dirGli da subito, che Gesù ti ama e per questo motivo egli è caro anche a me e proprio per questo motivo ho deciso di mettere per scritto quanto il Signore nella Sua misericordia ha fatto per me.

Mi chiamo Marcello e per quanto riguarda la mia educazione religiosa é accaduto a me quanto è successo un po' a tutti i giovani della mia nazione, infatti sono stato educato secondo la tradizione della Chiesa Cattolica Romana, ma dopo aver ricevuto i sacramenti fino alla Cresima, sacramento che avrebbe dovuto rendermi soldato di Cristo, mi ha visto invece disertore, infatti proprio da quel periodo ho cominciato a frequentare la chiesa sempre meno.

Se in quel periodo, nonostante la mia defezione, mi avessero chiesto se ero un cristiano, avrei risposto affermativamente, ma in realtà non mi ero mai preoccupato di conoscere quel Cristo che dicevo di amare. "Si vive una volta sola", recita un proverbio. Con i miei amici ci dedicavamo a realizzare tutto ciò che più ci piaceva, senza preoccuparci minimamente se le nostre azioni fossero gradite a Dio, mi piaceva moltissimo la musica, portavo i capelli lunghi fino alle spalle e la mia stanza era tappezzata dei miei adorati idoli, i cantanti più in voga e i complessi di cui andavo matto.

Trascorrevo gran parte del giorno ascoltando quasi con fede reverenziale, i loro dischi ad un volume assordante, quasi a perdermi in quel mare di suoni. Il tipo di musica da me preferito in quel periodo era Heavy Metal. Vivevo sognando di diventare come uno dei miei cantanti preferiti, famoso, ricco e osannato dalle mie ammiratrici, e viaggiare per il mondo. Col passare del tempo cominciai a capire che queste mie speranze non erano attuabili e perciò dovevo cercare di realizzare la mia vita cercando di pormi altre mete, ma purtroppo non sapevo ancora quali.

All’età di diciotto anni arrivò la chiamata al servizio militare. Questo fatto apportò alla mia vita numerosi cambiamenti: dovetti tagliare i miei lunghi capelli, lasciare gli amici più cari con i quali avevo condiviso sogni e speranze, allontanarmi dalla famiglia e dalla mia città. Trovandomi in una realtà completamente diversa, mi trovai a meditare su tante cose. Cominciai a considerare i miei sogni e molti degli ideali in cui avevo creduto, cose vane . Intanto mi sentivo spesso triste e bisognoso di un aiuto speciale. Fu proprio in quel periodo che qualche volta ripresi a pregare.
Nel frattempo mia madre, prese una decisione molto importante per la sua vita: decise di appartenere a Cristo

Sapevo che da tempo ella era alla ricerca della Verità. Fin da piccola leggeva regolarmente un Nuovo Testamento che un missionario evangelico le aveva donato. Inutilmente aveva chiesto spiegazioni ai sacerdoti su problemi che le sorgevano durante la lettura di quel Libro. Questi non sapevano o non volevano darle risposte chiare.  Ascoltando una radio evangelica, "RADIO VITA NUOVA", molte di quelle domande trovarono una risposta. Confrontando quanto leggeva ed udiva scoprii che non con pratiche umane o opere meritorie era possibile guadagnarsi un posto in cielo ma solo attraverso il sacrificio di Gesù morto per lei personalmente.

Mia madre, capita la Verità e ritenutala giusta, l’aveva fatta propria e senza esitare accettò Cristo come suo Salvatore personale e la sua guida per ogni momento.
Lei me ne informò subito e quando ritornavo in licenza mi parlava sempre del suo Maestro. Al momento di ripartire, quando mi preparava le valige, mi infilava tra gli indumenti volantini che parlavano del Signore e un giorno vi trovai anche un Nuovo Testamento. Pur trovandomi tra tanti giovani spesso mi sentivo solo e trovavo conforto nella lettura del Libro che mia madre mi aveva donato. Man mano che la lettura procedeva nacque in me il desiderio di conoscere quel Gesù morto per me sulla croce per i miei peccati.
Fino a quel momento nonostante la vita disordinata non pensavo di aver offeso Dio col mio comportamento; infatti facevo più o meno quello che fanno tutti.

Terminato il servizio militare, non cessò il mio interessamento sull’argomento, anzi era ben vivo nella mia mente e nel mio cuore. Un giorno accettai di partecipare ad uno studio biblico che si teneva nella sala di riunioni della Chiesa Evangelica di Sassari. Notai che i partecipanti a questa riunione parlavano molto liberamente del loro Gesù, fui colpito anche dal sentimento che provavano e dalla riconoscenza per il loro Salvatore che trapelava dalle loro preghiere, preghiere nelle quali non usavano frasi fatte, ma parole che scaturivano dal cuore. Inoltre si rivolgevano solamente a Gesù e a Dio Padre. In parte capivo che il Signore aveva preso il mio posto, subendo la morte per me sulla croce. Nel mio cuore sentivo il desiderio di parlare di Lui. Qualche volta mi trovai a parlare ai miei conoscenti di come sarebbe dovuta essere la vita cristiana, ma loro non volevano ascoltarmi o lo facevano per educazione.

Mi consideravano un pò eccentrico se non stravagante e in alcuni casi anacronistico. Non mi sentivo capito. Così pian piano cominciai a partecipare alle riunioni che si tenevano nella Chiesa Evangelica. Ascoltando le persone che facevano parte della comunità alle volte provavo un po' d’invidia, erano così sicuri di appartenere a Cristo! Mi parlavano del Suo amore, del Suo ritorno e del modo in cui li avrebbe portati con sé per vivere con Lui eternamente nel Regno dei cieli.
Intanto il Signore mi faceva vedere la mia condizione di peccatore. Capivo sempre di più di aver bisogno del perdono dei miei peccati.

Ancora non capivo tante cose, ma era chiaro che non ero a posto nei confronti di Dio. Poco contava che gli altri mi considerassero un bravo ragazzo, infatti , "Tutta la mia giustizia (era considerata da Dio) come un panno sporco" (Is.64:6). Dio conosceva anche i miei pensieri più nascosti, che nessun altro sapeva, eppure era disposto ad avere misericordia di me a condizione che fossi disposto a riconoscermi peccatore e a chiederGli perdono.


Questa grazia non era a buon mercato. Egli poteva offrirmela perché Cristo era morto sulla croce per me. Il Signore si era da sempre interessato di me preparando ogni cosa perché io fossi felice, io invece non mi ero mai interessato a Lui ed ero vissuto fino a quel momento in modo egoistico, facendo solo ciò che più mi piaceva.
Un giorno ascoltai un predicatore, che ancora una volta spiegava la condizione dell’uomo e la necessità del sacrificio di Cristo per salvarci, durante il suo discorso citò un passo della Bibbia che si trova in Gv.5:24 e dice: "CHI ASCOLTA LA MIA PAROLA E CREDE A COLUI CHE MI HA MANDATO, HA VITA ETERNA E NON VIENE IN GIUDIZIO, MA È PASSATO DALLA MORTE ALLA VITA".

Mentre ascoltavo queste parole rimasi turbato e alla fine di quella serata mi avvicinai a quel predicatore e pregammo insieme con tanta emozione. Affidai, con la piena consapevolezza di quanto facevo, la mia vita a Cristo Gesù. Confessai a Lui che la mia esistenza non avrebbe avuto più senso senza di Lui, ammisi che fino a quel momento avevo sempre vissuto nel peccato e Gliene chiesi. Accettai per me quel sacrificio che Lui ha voluto affrontare per salvarmi. Egli aveva lasciato tutta la Sua gloria per la salvezza mia! L’opportunità che Gesù mi ha offerto è veramente la migliore della mia vita.

Infatti oltre ad avermi purificato dai peccati, mi ha chiamato a far parte della Sua famiglia e dal momento che mi sono arreso a Lui mi ha considerato un fratello. Come figlio di Dio sono ora erede con Lui di ogni Suo bene. Da quel momento molte cose sono cambiate nella mia vita oltre al modo d’agire, ho acquisito delle certezze che prima non avevo. So che Dio mi ha perdonato, che ho la vita eterna, che il Signore mi sostiene nelle difficoltà e mi aiuta ad affrontarle con serenità.

La pace che mi da Cristo mi riempie di gioia. Sto scoprendo di amare Gesù e il mio desiderio e d’amarLo sempre più. Prima di conoscere la Verità, come ho scritto nella parte iniziale della testimonianza, pensavo che, poiché si vive una volta sola è bene godersene ogni attimo. Eppure solo come cristiano ho scoperto di poter apprezzare e gustare con soddisfazione ogni giorno che vivo. AFFIDA ANCHE TU LA TUA VITA A CRISTO, solo in Lui sei in buone mani!       

 "Egli é stato trafitto per le nostre trasgressioni, schiacciato per le nostre iniquità;il castigo per cui abbiamo pace è caduto su di Lui, e per le Sue lividure noi siamo stati guariti" (Is. 53:5).

Non perdere questo dono che il Signore ti offre.

  Marcello

 

 

"CHI HA IL FIGLIO DI DIO, HA LA VITA" Gv.5:11

 

Salve, mi chiamo Lorena. Nel passato ho lavorato in un Market a Sassari per moltissimi anni. Pensavo di vivere onestamente, rispettando gli altri e cercando di amare il mio prossimo come potevo, perciò pensavo di essere a posto anche con Dio. Avevo sempre sentito parlare di Lui. Infatti fin da bambina avevo frequentato la chiesa ricevendo tutti i sacramenti fino alla cresima, andavo regolarmente alle riunioni e alle funzioni che vi si tenevano e cercavo di mettere in pratica gli insegnamenti che m’impartivano.

Tutto il mio interesse durò fino ai dodici anni, poi smisi di andarci, salvo in alcune occasioni particolari, come matrimoni, funerali, o a Pasqua e Natale. Ero certa che Dio esistesse, ma non mi ero mai preoccupata di sapere di Lui qualcosa in più di quanto mi era stato detto e infondo non mi ero mai chiesta se quanto facevo Gli era gradito o meno.

Mi rivolgevo a Lui solo in caso di bisogno, di solito, quando sorgeva qualche piccolo problema. Tuttavia, non appena le difficoltà passavano, la mia vita riprendeva il solito corso e il Signore veniva messo da parte in attesa di essere riutilizzato al momento opportuno. Cominciai a sentire parlare di Dio, di Gesù e della Bibbia, delle realtà celesti, in modo del tutto nuovo da Marcello, che oggi è mio marito:

Egli, benché non fosse ancora credente e non frequentasse ancora la comunità, leggeva la Bibbia, proprio perché desiderava conoscere la Verità. All’inizio, sentire parlare di “questa nuova religione”, così la definivo io, mi dava un po' fastidio. Poi anch’io, forse per curiosità, iniziai a consultare quel Testo. A casa trovai una Bibbia in uno scaffale, era chiaro che non era stata mai usata né da me, né dai miei famigliari, salvo forse per spolverarla, ma faceva bella mostra di sé, nel ripiano più alto della libreria. Quando la presi aveva evidenti tracce di polvere. Data la sua posizione era proprio come non ci fosse. Quando iniziai a leggerla scoprii di essere estremamente ignorante sulle cose riguardanti Dio. Rimasi molto colpita da un versetto che si trova in Rm.3:10, che dice: <<Non c’é neppure un giusto>>.

Per me che fino a quel momento non mi ero considerata peccatrice, fu un duro colpo; certo dicevo delle bugie, ma a fin di bene, rispondevo male quand’ero irritata, tuttavia in ogni circostanza giustificavo le mie azioni, pensando che c’era tanta gente che rubava, uccideva e compiva altri reati. Era compito del Signore punire quelle persone!

Rendermi conto che il giudizio di Dio su me non corrispondeva a quanto io pensavo, mi fece star male, provai tanta vergogna nei Suoi confronti, per come Lo avevo immaginato e scoprendolo in realtà diverso. Intanto, man mano che la lettura progrediva assieme alla Sua giusta indignazione per il peccato, si andava delineando il Suo profondo amare per ogni singola persona ed anche per me personalmente.

Iniziò nel mio cuore una vera e propria lotta, sapevo che quanto il Padre celeste mi diceva nella Sua Parola era vero e ora non avevo scuse, non potevo più ignorare che per il mio peccato meritavo di essere condannata. “Il salario del peccato é la morte”. Solo riconoscendo che Cristo aveva subito la condanna al mio posto e rendendomi conto della necessità continua della Sua guida, non solamente avrei evitato la pena, ma sarei vissuta eternamente con Lui.

Dopo qualche tempo assieme a Marcello iniziammo a frequentare le riunioni che si tenevano presso la Chiesa Cristiana Evangelica di Sassari. Mi colpì subito l’atteggiamento dei giovani l’uno verso l’altro e del modo in cui parlavano di Gesù, come se fosse un loro caro amico. Man mano che procedevo nella lettura della Bibbia, la mia condizione spirituale veniva sempre più chiarendosi.

Era sempre più chiaro che senza Gesù non sarei mai stata degna di stare alla presenza del padre celeste, solo il Salvatore poteva purificarmi col Suo sangue. Un giorno partecipai ad un’agape (una riunione d’amore fraterno). Al mio arrivo, già prima che la riunione avesse luogo, ero molto turbata e avevo un gran desiderio di piangere; iniziò dentro di me una vera lotta interiore, sapevo di non poter rimandare all’infinito una decisione che ritenevo giusta e certamente la più importante della mia vita.

Vedevo me come davanti ad un bivio: potevo ancora rimanere indifferente al Suo amore e rifiutare con testardaggine il Suo aiuto, il Suo sacrificio affrontato, perché fossi felice, oppure avrei dovuto dire: <<Sì, Signore, ho bisogno di te sempre>> ed accetto con profonda gratitudine quanto hai fatto per me.

Mentre mi dibattevo in questi pensieri, mi venne alla mente questo versetto che si può leggere in 1° Giovanni 1:9: <<Se confessiamo i nostri peccati Egli é fedele e giusto da rimetterci i peccati e purificarci da ogni iniquità>>. Così mi arresi a Lui, credendo che quanto avevo letto nella Sua Parola fosse vero.

Basandomi sulle Sue Parole, confessai a Lui i miei peccati e Gli chiesi perdono per la mia vita passata, accettai “il dono della Salvezza”, che Egli mi offriva per mezzo del Suo sacrificio affrontato al mio posto ed ebbi la certezza di essere stata accolta dal Dio Padre come una figlia, libera ormai da quella condanna che riceveranno quanti, come me prima, avranno creduto di poter fare a meno di Lui.

Dopo aver preso questa decisione, provai un senso di profonda pace e poi una gioia indescrivibile, sensazioni mai provate prima. Oggi a distanza di tempo, sono veramente felice di appartenere a Cristo e di far parte della Sua famiglia, voglio lodarlo e ringraziarlo per avermi concesso una grazia così grande: il Suo amore, la Sua costante amicizia assieme alla salvezza e alla vita eterna con Lui. In tutti questi anni mi é stato vicino, guidandomi in ogni situazione, anche le più difficili, rimanendo sempre fedele alle Sue promesse. “Dio ci ha dato la vita eterna e questa vita é nel Suo Figlio, chi non ha il Figlio di Dio non ha la vita”, tu che leggi, non rinunciare a questa opportunità.

                                  Lorena