FAVOLE

Ciò di cui vorrei parlarvi , è un qualcosa che per tanto tempo ha allietato i nostri cuori e in tante occasioni ci ha fatto sognare. E’ un qualcosa che, in modo particolare quando eravamo ancora bambini, sentivamo abbastanza spesso e alcune di queste possiamo dire ci hanno aiutato a fare sviluppare la nostra fantasia e qualche volta farci sentire dei veri e propri  eroi o per le donne farle sentire forse più buone, forse a farle stare meglio, ma di certo possiamo dire che per tanto tempo sono state per noi un importante intrattenimento e un grande aiuto per farci addormentare.

 

Ciò di cui sto parlando sono chiaramente le favole, quelle storielle che ci hanno aiutato sin da bambini a farci provare delle emozioni nuove e a  farci immedesimare in personaggi che forse ci hanno anche un pò formato e tante di queste ci hanno aiutato ad imparare anche tante cose. Molte di queste insegnano a distinguere le opere buone da quelle cattive, altre stuzzicano proprio la fantasie dei bambini, i loro sogni e desideri aiutandoli a crescere in un modo pressoché normale.

Delle storielle insomma che così tanto ci piaceva sentire o leggere, e che per alcuni di queste sono stati fatti anche dei film di successo o dei cartoni animati o comunque è stata fatta qualche collana di libri contenenti proprio le più fantastiche ed avvincenti di queste fiabe o favole che abbiamo mai sentito. 

 

Credo che questo tipo di episodi irreali, immaginari, siano stati il frutto di un esigenza naturale dei bambini, verso i quali, i grandi molto spesso arrivano anche ad inventarsi per potere così fare trascorrere al proprio figlio dei momenti di gioia e di particolare sviluppo della propria fantasia. I risultati credo si vedano ad occhio nudo, ai bambini piace tantissimo ascoltare delle fiabe, dove possibilmente ci siano come protagonisti degli animali o comunque qualche eroe che ha la meglio su tutto.

 

Una psicologa svizzera  ha adottato le favole per mettere in evidenza i problemi relativi agli sviluppi psichici del bambino: il cosiddetto “metodo delle favole”. Questo metodo consiste nel presentare dieci favole  che i bambini devono completare verbalmente, delle favole che non trattano situazioni troppo attuali, ma nei quali il bambino dovrebbe quindi identificarsi nella situazione narrata o nel protagonista stesso della favola, proiettando in questo modo il suo mondo interiore  Un metodo questo che sicuramente ha ricevuto i suoi risultati positivi, e pensate a quanto effettivamente potrebbe essere utile per potere conoscere qualche problema attuale dei propri figli o perché no, anche per le nostre monitrici verso i bambini della scuola domenicale.

 

Quando parliamo di una qualsiasi cosa, credo però che bisogna sempre vederne tutti gli aspetti che questa ne rappresenta, sia che siano negativi che positivi; infatti non tutte le favole purtroppo insegnano qualcosa di buono e comunque anche se apparentemente possano apparire innocue, molto spesso celano degli insegnamenti che possono formare sia nei grandi, che nei piccini, una forma mentale non propriamente corretta dal punto di vista etico cristiano.

 

Un fratello non molto tempo fa sosteneva infatti che oggi diverse pratiche di culto, vengono insegnate anche attraverso delle storielle animate, pratiche come il New Age ed altre tendenze filosofico-religiose, dalle quale bisognerebbe tutti stare particolarmente attenti  a non esserne assolutamente influenzati, valutando attentamente ogni cosa che vediamo e sentiamo, un po’ come facevano anche a Berea (episodio che troviamo nel libro degli Atti 17:11), i quali, troviamo scritto: “Ricevevano ogni insegnamento con premura, esaminando tutti i giorni le Scritture per vedere se le cose stavano così”. 

Certo se una sente una favola non penso che debba andare a controllare nella propria Bibbia se ciò che viene insegnato corrisponde a verità, ma questo ci insegna che ogni cosa che sentiamo o vediamo, va chiaramente confrontata alla luce della Scrittura, stando bene attenti alle astuzie di Satana, il quale sappiamo cerca continuamente di deviarci da Dio e non risparmia alcun stratagemma per arrivare al suo obiettivo: Quello di allontanarci dalla verità. Un motivo questo senz’altro per non lasciarsi andare, ma utile per vegliare.

 

Questo comunque per quanto riguarda un tipo il tipo di favole che tutti conosciamo e che come precedentemente detto, tuti abbiamo sempre sentito nell’infanzia, e che nel loro piccolo hanno collaborato alla nostra formazione.

 

Anche nella Parola di Dio però si parla di un certo tipo di favole molto particolare, che tali vengono denominate, e che assolutamente non assumono una figura positiva agli occhi di Dio. Queste favole diffuse, al tempo erano delle dottrine che si contrapponevano alla sana dottrina insegnata dal Signore Gesù Cristo, alle quali i discepoli del Signore dovettero fare fronte energicamente, in quanto costituivano un vero e proprio problema per la sana formazione di comunità cristiane.

Erano un serio problema al tempo della diffusione del Vangelo, in quanto contemporaneamente a questo, si interponevano, tendendo a confondere i cristiani dei primi secoli.

Gli avvertimenti di Paolo e anche di Pietro nei confronti di questo tipo di favole erano decisi, affinchè nessuno si lasciasse deviare, ma tutti potessero continuare a camminare nella giusta Via, insegnata e lasciata come impronta dal Signore Gesù Cristo.

 

Paolo nelle sue epistole a Timoteo, espone chiaramente ciò che lui pensava riguardo le favole del tempo e le sue raccomandazioni a riguardo erano molto chiare:

I Tim1:

3 Ti ripeto l’esortazione che ti feci quando andavo in Macedonia, di rimanere ad Efeso per ordinare a certuni che non insegnino dottrina diversa

4 né si occupino di favole e di genealogie senza fine, le quali producono questioni, anziché promuovere la dispensazione di Dio, che è in fede.

5 Ma il fine di quest’incarico è l’amore procedente da un cuor puro, da una buona coscienza e da fede non finta;

6 dalle quali cose certuni avendo deviato, si sono rivolti a un vano parlare,

7 volendo esser dottori della legge, quantunque non intendano quello che dicono, né quello che dànno per certo.

 

Vediamo che Paolo inizia ad affrontare questo problema sin dal versetto 3 dell’epistola, dopo una breve saluto espone subito questo tipo di problema che definisce come vediamo: dottrina diversa , favole, genealogie senza fine, vano parlare.

I problemi esistenti ad Efeso erano costituiti proprio da questi uomini che si reputavano dei veri e propri dottori della Legge, e quì possiamo capire che si trattava evidentemente anche di Giudei, dei quali Paolo aveva una considerazione tutta particolare.

Ordina pertanto a Timoteo di ordinare nella chiesa di Efeso di non occuparsi assolutamente di questo tipo di favole e di non permettere che venissero insegnate. 

 

Più avanti al cap. 4:7 dice:

“Schiva le favole profane e da vecchie; esercitati invece alla pietà”;

un qualcosa da cui starsene proprio alla larga, in quanto il fine del suo incarico era l’amore proveniente da un cuore puro, puro perchè purificato  dal lavacro della Parola; da una buona coscienza, quindi una coscienza che dopo la purificazione dei propri cuori non ha nulla da nascondere a Dio e nulla da rimproverarsi; infine una fede senza ipocrisia. Se Paolo contrappone l’amore, un cuore puro, una buona coscienza e una fede non finta al tipo di favole di cui abbiamo parlato, possiamo subito capire l’origine di quel tipo di favole e l’opera malvagia che poteva esserci dietro, nel volere creare solo confusione ed un allontanamento dalla Verità.

Ecco quindi che troviamo giusti gli interventi di Paolo, il quale teneva in modo molto ma molto particolare, che le chiese da lui fondate e tutti i fratelli in genere tenessero fermamente alla Verità insegnatagli da Lui stesso e che consisteva propriamente nel vangelo da lui divulgato al tempo: Col 1:27 “Cristo in voi, speranza della gloria”.

 

Guardando ad oggi, sono convinto che nonostante siano trascorsi molti anni dal tempo in cui vennero date queste raccomandazioni, anche oggi, possiamo parlare di favole che vengono diffuse forse allo stesso modo in cui venivano diffuse ad Efeso, al tempo in cui venne scritta l’Epistola a Timoteo.

I metodi di diffusione forse sono senz’altro cambiati, oggi si è molto più evoluti nel divulgare a livello mondiale una qualsiasi cosa; le favole sicuramente sono più artificiosamente preparate; lo stato culturale della maggioranza è infatti superiore rispetto alla maggioranza del tempo passato, ma l’obiettivo del nemico è sempre lo stesso e riesce a raggiungerlo con una serie d’inganni che mostra propria quanto siano astute le sue macchinazioni e quanto l’uomo sia facilmente attrato dai falsi insegnamenti religiosi impartiti e dalle favole che lo portano ad un sempre più grande allontamento da Dio. Il Signore Gesù diceva infatti:

Mat 7:13 Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che mena alla perdizione, e molti son quelli che entran per essa.

14 Stretta invece è la porta ed angusta la via che mena alla vita, e pochi son quelli che la trovano.

15 Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono a voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci.

16 Voi li riconoscerete dai loro frutti.

 

E ancora Paolo scrisse a 2Tim 4:

3 Verrà il tempo che non sopporteranno la sana dottrina; ma per prurito d’udire si accumuleranno dottori secondo le loro proprie voglie

4 e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole.

 

Ecco quindi la condizione attuale nella quale l’umanità intera è sottoposta e vive, e purtroppo non si rende assolutamente conto a cosa stia andando incontro.

Una situazione questa, molto tragica, davanti alla quale noi, figli di Dio, dobbiamo come prima cosa stare attenti alle contaminazioni ed alle influenze che ne possiamo ricevere e che possono senz’altro intaccare la nostra persona e traviarci dal sano insegnamento che la Parola di Dio ci dà;  come seconda cosa dobbiamo con fermezza contrapporre a questo tipo di favole la Verità insegnataci dal Signore, della quale spero siamo tutti noi quì presenti siamo fermamente decisi e sicuri che in mezzo alla confusione che il mondo ci propone, solo la Bibbia con il Suo messaggio è la giusta Via per condurci a Dio in Cristo Gesù e se oggi non abbiamo questa certezza riflettiamoci attentamente e scegliamo chi seguire.

 

Rimanendo sul tema delle favole, vorrei come conclusione introdurvi uno dei metodi dell’arte oratoria, utile proprio per illustrare una verità morale o religiosa, di cui il Signore gesù stesso si è servito  per insegnare delle verità concernenti diverse argomentazioni quali:

Il Regno dei cieli, - l’influenza del Vangelo sull’individuo, -  il Giudizio e - la Sua venuta alla fine dei tempi.

 

Il Signore infatti parlò ripetutamente di questo tipo di argomentazioni in un modo molto particolare, non insegnando direttamente e con parole inerenti l’argomentazione stessa, ma volendo possiamo dire adottò lo stessa sistema che si usa per le favole di cui abbiamo parlato all’inizio e con le quali il Signore Gesù raccontò degli episodi molto interessanti, che portavano a capire una tale cosa, comprensibile solo a chi aveva orecchie da udire.

 

Il Signore infatti, parlava molto spesso in parabole che pure possiamo dire erano delle storie irreali, non realmente accadute, ma che pure rappresentavano una realtà relamente accaduta o imminente; dei veri e propri esempi se vogliamo, delle similitudine o metafore, attraverso i quali impartiva degli importantissi insegnamenti che concernevano le argomentazioni di cui sopra.  Una in particolare ci è senz’altro utile per arrivare ad una concreta conclusione e ve la vorrei leggere.

Matteo Cap. 12:

1 E prese a dir loro in parabole: Un uomo piantò una vigna e le fece attorno una siepe e vi scavò un luogo da spremer l’uva e vi edificò una torre; l’allogò a de’ lavoratori, e se ne andò in viaggio.

2 E a suo tempo mandò a que’ lavoratori un servitore per ricevere da loro de’ frutti della vigna.

3 Ma essi, presolo, lo batterono e lo rimandarono a vuoto.

4 Ed egli di nuovo mandò loro un altro servitore; e anche lui ferirono nel capo e vituperarono.

5 Ed egli ne mandò un altro, e anche quello uccisero; e poi molti altri, de’ quali alcuni batterono ed alcuni uccisero.

6 Aveva ancora un unico figliuolo diletto; e quello mandò loro per ultimo, dicendo: Avranno rispetto al mio figliuolo.

7 Ma que’ lavoratori dissero fra loro: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e l’eredità sarà nostra.

8 E presolo, l’uccisero, e lo gettarono fuor dalla vigna.

 

Ecco quindi un’altra favola possiamo dire, una storia allegorica, che tendenzialmente piace sentire poichè racconta un vero e proprio episodio di vita, ma che noi tutti sappiamo ci rivela qualcosa di più riguardo il Signore Gesù Cristo stesso.

Vedete quanto è semplice come racconto, eppure ci trasmette una così grande verità.

Dire che è una favola è senz’altro sbagliato, me ne rendo conto, poichè è, e rappresenta qualcosa di più.

 

Ciò che il Signore attraverso questa parabola voleva insegnare era il fatto che il popolo d’Israele aveva respinto con i loro atti, gli avvertimenti e le ammonizioni che Dio mandava loro.

Infine così come era già avvenuto, essendo il Signore stesso presente, Dio manda il Suo Figliolo per conquistare ancora questo popolo e come vediamo si presenta loro con opere tali che dovevano portare quel popolo a riconoscere Lui quale Figlio di Dio.

Il popolo ancora mostra di volere respingere questa chiamata di Dio e arriva ad uccidere il Figlio, mandato da Dio, crocifiggendolo.

 

Una storia apparentemente molto semplice, ma che include il più grave peccato del popolo di Dio nel rifiutare il Messia, una storia che riflette oggi anche l’atteggiamento del mondo intero che non vuole riconoscere Dio ed il Suo Unico Figlio mandato a morire per i propri peccati.

Una situazione molto triste questa me ne rendo conto, ma che rispecchia un realtà insindacabile.

 

Noi figli di Dio siamo oggi quì tutti riuniti, perchè siamo una parte dell’umanità che ha riconosciuto il Signore Gesù Cristo come Signore e Salvatore e come tale quest’oggi vogliamo glorificarlo ed esaltarlo per avere accettato di mettersi nelle mani di quegli uomini che lo hanno crocifisso, noi ora sappiamo bene come e quanto Dio permise tutto ciò proprio per ristabilire il rapporto con noi uomini e ditemi se questo non può essere quest’oggi spunto di riflessione per mostrare al nostro Signore tutta la nostra riconoscenza e tutta la nostra contemplazione della Sua Persona.

Giov 1:11 Gesù è veramente venuto in casa sua, e i suoi non l’hanno ricevuto;

12 ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto Egli ha dato il diritto di diventar figliuoli di Dio; e tali noi siamo perchè abbiamo creduto in lui, nel Suo Nome.

 

In mezzo alle favole di questo mondo ecco che il Signore ha veramente parlato ai nostri cuori e ci ha chiamati a se, e sappiamo tutti bene quanto sia stato importante l’opera del Suo Santo Spirito che ci convinti quanto al peccato e ci ha fatto capire la vera grandezza dell’opera di Dio, verso il quale noi quest’oggi dovremo la nostra riconoscenza, nel nome di Gesù Cristo.