COSA COSTRUIAMO?
1. Vorrei questoggi condividere delle
riflessioni di un fratello riguardante un libro della Bibbia, un libro molto breve ma
interessante, che contiene delle verità e degli insegnamenti notevoli.
Il libro in questione è quello di
Aggeo.
2. Aggeo significa: in festa o
nato in giorno di festa (lat Festo, gr Ilario), potrebbe semplicemente
implicare chegli fosse nato o presentato in giorno di festa, ma il suo messaggio,
messaggio datogli direttamente dallEterno, non tratta argomenti relativi qualche
festa, ma bensì riporta dei veri e propri rimproveri al popolo dIsraele che, dopo
essere rientrato nel suo paese dalla deportazione Assira si cullava fra gli allori
per quanto concerne la ricostruzione del Tempio.
3. Tutti ricordiamo infatti che nel 597
a.C., sotto il re di Giuda Sedekia, avvenne la presa e la distruzione di Gerusalemme e del
regno di Giuda. Gerusalemme venne completamente saccheggiata e incendiata:
IICr 36:19 19 I Caldei incendiarono la casa di Dio, demolirono
le mura di Gerusalemme, diedero alle fiamme tutti i suoi palazzi e ne distrussero tutti
gli oggetti preziosi.
Nabucadnetsar deportò a Babilonia quanti erano
scampati alla spada; ed essi furono assoggettati a lui e ai suoi figli, fino all'avvento
del regno di Persia
(affincè si adempisse la parola del SIGNORE
pronunziata per bocca di Geremia), fino a che il paese avesse goduto dei suoi sabati;
difatti esso dovette riposare per tutto il tempo della sua desolazione, finché furono
compiuti i settant'anni.
Nel
libro di Aggeo ci troviamo dopo questo periodo di 70 anni, esattamente al ritorno dalla
deportazione e lEterno parla ora ad Aggeo perchè il suo popolo era mancante nei
Suoi confronti trascurando questo così importante aspetto del culto in Suo onore, il
Tempio.
4. Il suo stile nellesporre la
volontà di Dio risulta immediato, vigoroso, ammirevolmente consono allo scopo.
Aggeo predica in vista di una decisione
e di una risposta precisa alle domande di Dio (1:12), non butta le parole, ma con
determinazione espone facendo capire la necessità di una tale esigenza, fa interamente
appello alla mente ed alle emozioni, cerca quindi di raggiungere i loro cuori in modo che
possano capire e agire secondo la richiesta di Dio.
Fa pure un ricorrente uso di brevi
citazioni precedute da <<Così dice il Signore>>, un espressione questa che
troviamo diverse volte e che costituisce pure una frase chiave per capire meglio il primo
capitolo, perchè col Suo messaggio Aggeo riporta esattamente quelle che sono le medesime
parole che ha ricevuto dal Signore.
Col suo messaggio riporta con fedeltà
quanto il Signore gli ha trasmesso senza togliere nulla da questo e senza aggiungere
alcunchè.
5. Ma arriviamo ora a valutare il contenuto
di questo messaggio che lEterno rivolge al rimanente popolo dIsraele: Aggeo
1:1
1 Nel secondo
anno del re Dario, il sesto mese, il primo giorno del mese, la parola dell'Eterno fu
rivolta per mezzo del profeta Aggeo, a Zorobabel, figlio di Scealtiel, governatore di
Giuda, e a Giosué, figlio di Jehotsadak sommo sacerdote, dicendo:
2 «Cosí dice l'Eterno degli eserciti: Questo
popolo dice: "Il tempo non è ancora giunto, il tempo in cui la casa dell'Eterno
dev'essere ricostruita"».
3 Allora la parola dell'Eterno fu rivolta loro per
mezzo del profeta Aggeo, dicendo:
4 «E' forse questo il tempo per voi di abitare
nelle vostre case ricoperte, mentre questo tempio giace in rovina?».
6. Ecco qualera quindi il pensiero di
Dio riguardo la loro decisione, per quanto concerne la costruzione del Tempio.
Loro dicevano che il tempo per
ricostruire il Tempio non era ancora arrivato, e così risolvevano il problema di questa
evidente loro esigenza per incontrarsi con Dio.
Vi ricordo che lEterno aveva
stabilito il Tempio come punto dincontro col Suo popolo, nel quale praticavano i
servizi di culto i Leviti, era un posto dove cera la Presenza dellEterno loro
Dio, ecco quindi perchè la necessità della ricostruzione dello stesso.
Il popolo vediamo si lava la
coscienza in maniera molto semplice riconoscendo in qualche modo che la
ricostruzione del Tempio non avveniva non per la loro negligenza o perchè troppo presi a
costruire le loro proprie dimore, ma dissero semplicemente che non era ancora arrivato il
tempo.
7. Dal libro di Esdra denotiamo che vi
erano dei nemici che inizialmente si proposero come volontari nel volere costruire il
Tempio, ma una volta che questa falsa volontà di voler aiutare gli venne negata da
Zorobabele e dai capi famiglia, questi si misero a scoraggiare il popolo e a molestarlo
per impedirgli di fabbricarlo. Più avanti arrivarono addirittura a scrivere una lettera
al re Artaserse il quale ordinò la sospensione dei lavori i quali rimasero sospesi fino a
che non subentrò ad Artaserse, il re Dario.
Il popolo dIsraele anche col
sopraggiungere di questo re non riprese la costruzione del Tempio, era certo che i tempi
non erano arrivati e presi sempre più dalla loro negligenza in questo non pensarono
minimamente di riprendere la costruzione, ecco quindi il perchè di questo rimprovero.
8. Un qualcosa da denotare è il fatto che
ciò che scarseggiava al tempo in Palestina, ciò di cui loro avevano veramente bisogno,
erano gli alberi per produrre il legname utile per la costruzione ed il rivestimento delle
case.
Una loro mancanza è che per quanto
riguardava il Tempio, il legno chiaramente scarseggiava, ma per quanto riguardava le loro
case, si trovava in abbondanza e come abbiamo detto erano ben rivestite, mentre il tempio
di Dio era in rovina.
9. Oggi guardando a questo esempio,
possiamo pensare a quanti figli di Dio possono agire esattamente allo stesso modo. Grazie
a Dio tutti abbiamo delle case confortevole, ci impegnamo tanto a renderle accoglienti
ecc., ma quanti veramente mostrano interesse alla casa di Dio?
Una proposta quasi provocatoria che ci
è stata presentata è stata quella di pensare al fatto che il credente riesce (per quanto
gli è possibile, questo non per tutti), riesce a comprare la casa per la propria
famiglia, e ci sono molte assemblee invece che non riescono mai ad acquistare una sala per
i loro incontri.
Ma non è tanto su questo che mi vorrei
soffermare, questo è un aspetto sia pure importante sul quale bisognerebbe riflettere, ma
piuttosto vorrei soffermarmi sullaspetto spirituale.
Per la propria casa materiale tanti
sacrifici, lavoro ecc., per la casa
spirituale di Dio quanti sacrifici facciamo?
·
Per casa spirituale di Dio si intendono
i fratelli della tua stessa comunità che potrebbero avere bisogno di noi.
Ma noi ci stiamo preparando?
Stiamo chiedendo al Signore di aiutarci
nel formarci per essere dei veri uomini (o donne) di Dio, maturi, capaci di dare e di
aiutare e risolvere i problemi che unassemblea locale può avere?
·
Per casa spirituale di Dio possiamo
intendere i mattoni ancora mancanti: le anime perdute, che ancora non conoscono il
Signore.
Ma noi stiamo portando la Buona Novella
alle anime perdute destinate ad una condanna eterna, e questo senza mai vergognarci del
Vangelo di Cristo il quale è Potenza di Dio per la salvezza di ogni credente ? (Rom 1:16)
·
Per casa di Dio possiamo intendere la
nostra stessa vita spirituale, il nostro corpo, la nostra posizione davanti a Lui, la
nostra maturità spirituale, quanto stiamo permenttendo allo Spirito di Dio di agire in
noi.
Ma noi stiamo studiando la Bibbia,?
Ne facciamo tesoro di ciò che leggiamo?
Frequentiamo assiduamente gli studi
biblici?
Siamo convinti che dobbiamo camminare
verso la perfezione, cioè la perfetta statura di Cristo?
Cosa ne stiamo facendo della nostra
vita, degli anni di vita che il Signore ci stà donando?
Ci stiamo formando solo socialmente o
anche spiritualmente?
E importante che consideriamo
questo della nostra vita, perchè il Signore deve ritornare e io sono sicuro che noi tutti
per il Suo ritorno vogliamo farci trovare pronti.
10. Vedete nel libro di Aggeo troviamo come
normale conseguenza di questa loro grande negligenza, una posizione veramente particolare:
Ag 1: 5 Ora così parla il SIGNORE degli eserciti: «Riflettete
bene sulla vostra condotta!
6 Avete seminato molto e avete raccolto poco; voi
mangiate, ma senza saziarvi; bevete, ma senza soddisfare la vostra sete; vi vestite, ma
non c'é chi si riscaldi; chi guadagna un salario mette il suo salario in una borsa
bucata».
7 Così parla il SIGNORE degli eserciti: «Riflettete
bene sulla vostra condotta!
8 Salite nella regione montuosa, portate del
legname e ricostruite la casa: io me ne compiacerò e sarò glorificato», dice il
SIGNORE.
9 «Voi vi aspettavate molto ed ecco c'è poco; ciò
che avete portato in casa, io l'ho soffiato via. Perché?» dice il SIGNORE degli
eserciti. «A motivo della mia casa che è in rovina, mentre ognuno di voi si dà premura
solo per la propria casa».
Nonostante il popolo dIsraele
lavorasse duramente, vediamo che il loro lavoro non veniva benedetto, si sentivano
probabilmente vuoti, sconsolati, forse cercavano una ragione a tutto questo, e la ragione
era che stavano trascurando la costruzione del tempio di Dio, ma peggio ancora con questo
stavano trascurando Dio stesso.
11. Pensate, questo può essere lo stesso
errore che forse anche noi stiamo trascurando, edè per questo lEterno cinvita
dicendo per ben due volte in questo brano: «Riflettete
bene sulla vostra condotta!>>.
E
proprio questo che il Signore anche questoggi fa lappello ai cuori di ognuno
di noi dicendoci: «riflettete bene sulla vostra
condotta!>>.
E
un qualcosa di troppo importante perchè non ci si rifletta bene attentamente, e noi come
ci sentiamo? Ci sentiamo vuoti? Il Signore non ci sta benedicendo?
·
Riflettiamo
bene su quella che è la nostra condotta, riconosciamo la Signoria di Dio e
rimbocchiamoci le maniche ed iniziamo a lavorare seriamente per la costruzione della casa
di Dio,
· impegnamoci
seriamente sui problemi interni della nostra assemblea, e aiutiamoci lun laltro
anche con la preghiera, anzichè discutendone soltanto o pegio lamentandoci o non facendo
nulla;
· curiamo qualche anima che ancora non conosce il Signore,
prendiamo tutti a cuore questo ministerio, annunziando
la Buona Novella, sfruttando bene le occasioni;
· curiamo noi stessi e lasciamoci
curare da chi il Signore ha voluto porci al nostro servizio per questo, non cè
peggior malato di quello che non si vuole fare curare, che è convinto di farcela con i
suoi mezzi, o che pensa di non aver niente.
12. LEterno esortava dicendo: Ag1:8 Salite nella
regione montuosa, portate del legname e ricostruite la casa: io me ne compiacerò e sarò
glorificato», dice il SIGNORE.
Se
noi oggi decidiamo di fare questo, vorrei che pensiate bene al fatto che non dobbiamo
farlo ricercando una nostra soddisfazione personale o per chissà quale tornaconto, ma nel
fare questo è il Signore che deve compiacersi di noi, è solo perchè Lui sia glorifcato
che noi dobbiamo farlo; è solo perchè il Signore approvi la nosta posizione davanti a
Lui, questa deve essere la nostra soddisfazione: lapprovazione
di Dio!
.
13. Se siamo in
vita è perchè dobbiamo vivere per la gloria del Signore e noi questa gloria dobbiamo
dargliela con tutto il cuore, riconoscendo che è solo e soltanto per il Suo
compiacimento.
Ed
è proprio questo oggi il nostro culto di adorazione che vogliamo portare al Signore, che
Lui si compiaccia di noi, del nostro atteggiamento, di ciò che facciamo e che Lui in
tutto questo sia glorificato.
Pensiamo
allora bene alle parole del Signore che dicono:
<<Riflettete
bene sulla vostra condotta! e Salite nella regione montuosa, portate del legname e
ricostruite la casa: io me ne compiacerò e sarò glorificato», dice il SIGNORE>>.
Che possa oggi
questa la decisione di ognuno di noi e che ognuno possa questoggi di vero cuore
glorificare Dio dandogli la Gloria che Lui si aspetta da ognuno di noi.