CONFORMARSI
Lev 18:1 LEterno parlò ancora a
Mosè dicendo: "Parla ai figliuoli dIsraele, e di loro:
2 Io sono lEterno, lIddio
vostro.
3 Non farete quel che si fa nel paese dEgitto
dove avete abitato, e non farete quel che si fa nel paese di Canaan dove io vi conduco, e
non seguirete i loro costumi.
4 Metterete in pratica le mie
prescrizioni e osserverete le mie leggi, per conformarvi ad esse. Io sono lEterno, lIddio
vostro.
5 Osserverete le mie leggi e le mie
prescrizioni, mediante le quali chiunque le metterà in pratica, vivrà. Io sono lEterno.
Questa prescrizione
è un brevissimo cenno della Legge data a Mosè per il popolo dIsraele, è una
prescrizione che come abbiamo visto, troviamo nel libro del Levitico, un libro molto
interessante che include diversi decreti, tra i quali in qualche modo spicca anche quanto
abbiamo appena letto.
Andando a vedere cosa
esattemente ci dicano questi passi, possiamo subito notare che ancora una volta è Mosè a
ricevere questa prescrizione, il brano dice infatti:
<LEterno parlò ancora a Mosè
dicendo>.
Mosè era colui che
aveva ricevuto questa incombenza, questo compito di grande responsabilità e con grande
cura, sempre per ordine dellEterno, lui stesso scrisse tutto in un libro, un libro
meraviglioso che include tutti i decreti di Dio ed alcuni anedotti, che tutti noi
conosciamo, in quanto sono inclusi nel Pentateuco, i primi cinque libri della nostra
Bibbia.
Ciò che a primo
achito colpisce di più questo brano è il fatto che Dio prima di comunicare il Suo
decreto si presenta e dice: v.2 <Io sono lEterno, lIddio
vostro>.
Il Nome chEgli usa è proprio
quello di Jahweh, quindi Colui che è, lEterno.
Era il Nome ineffabile che gli Ebrei non
pronunciavano mai e che durante le letture sostuituivano con <Adonai>.
Troviamo questa
stessa espressione altre due volte in questo brano (v. 4, 5), dal quale capiamo che lubbidienza
richiesta da parte del popolo nei confronti di Dio, gli era dovuta per il semplice fatto
chEgli era lEterno; non viene data altra motivazione per ladempienza
della Sua volontà, ma semplicemente: <Io sono lEterno>.
Quì possiamo fare
già una breve riflessione, abbiamo noi bisogno di motivi particolari per compiere la
volontà di Dio o la Persona di Dio, di per sè, è più che sufficiente perchè noi gli
ubbidiamo? Il Suo esistere, la Sua grandezza è sufficente per avere la nostra ubbidienza
o abbiamo bisogno di quali sensazioni, emozioni, situazioni particolari o segni di chissà
quale origine?
Ciò che in questo
brano viene richiesto riguarda tutto il popolo dIsraele nessuno escluso, è quello
di non fare ciò che si faceva al tempo in Egitto ed inoltre gli viene ordinato di non
fare ciò che si faceva nel paese di Canaan, paese verso il quale il popolo stesso si
stava dirigendo.
Ora che cosa intendesse chiaramente Dio
riguardo ciò che facevano possiamo capire che intendesse qualcosa di negativo.
Di questi due popoli
possiamo dire che il popolo dIsraele era benissimo a conoscenza di quelli che erano
gli usi ed i costumi del popolo egiziano in quanto aveva vissuto per ben 400 anni nellEgitto
e conosceva alla perfezione lidolatria di questo popolo.
Pensate che più di 2.000 dei
governavano eventi come la nascita, la morte e presiedevano alla lingua, ai numeri e così
via; per fare un esempio oggi possiamo immaginare il fatto che siano stati costituiti dei
santi per ogni evenienza: il santo degli automobilisti, il santo ... e così il popolo
egiziano viveva in una tale confusione teologica.
Ciò che Dio ordina
loro è di stare bene attento a non mettere in pratica le usanze, i costumi, sono solo del
popolo da cui erano scappati, ma anche del popolo del paese in cui Dio stesso li stava
conducendo e per impedire questo, Dio, durante il periodo dellEsodo, decide di dare
loro la Legge, decide di manifestarsi e insegna loro quale doveva essere il loro rapporto
con Lui.
Non conformarsi in
mezzo ad una generazione che rappresenta una maggioranza, credo che sia un impresa
abbastanza ardua. Dio aveva ordinato quindi anche per evitare questo, che i popoli che
vivevano in Canaan venissero sterminati.
Il loro stato di peccato era arrivato a
dei limiti estremi, pensate che arrivavano ad offrire i propri bambini in olocausto a
Moloc, una divinità del tempo, un qualcosa che Dio aveva in esecrazione e che condannava.
Immaginate se il popolo dIsraele avesse adottato tale usanza quale orribile popolo
sarebbe diventato.
Il non conformarsi, secondo la Legge
prevedeva anche un preciso ornamento esteriore, il quale doveva distinguere il popolo in
modo particolare e consisteva nel:
Lev 19:27 Non vi taglierete in tondo i
capelli ai lati del capo, né toglierai i canti alla tua barba.
Lev 19:28 Non vi farete incisioni nella
carne per un morto, né vi stamperete segni addosso. Io sono lEterno.
Quì chiaramente si riferisce anche ai
tattuaggi che pure oggi vanno molto di moda.
Lev 19:19 Non porterai veste tessuta di
due diverse materie.
Legge relative alle nappe Num
15:37 LEterno parlò ancora a Mosè, dicendo:
38 "Parla ai figliuoli dIsraele
e di loro che si facciano, di generazione in generazione, delle nappe agli angoli
delle loro vesti, e che mettano alla nappa dogni angolo un cordone violetto. 39
Sarà questa una nappa dornamento, e quando la guarderete, vi ricorderete di
tutti i comandamenti dellEterno per metterli in pratica; e non andrete vagando
dietro ai desideri del vostro cuore e dei vostri occhi che vi trascinano alla infedeltà.
40 Così vi ricorderete di tutti i miei
comandamenti, li metterete in pratica, e sarete santi al vostro Dio.
41
Io sono lEterno, il vostro Dio, che vi ho
tratti dal paese dEgitto per essere vostro Dio. Io sono lEterno, lIddio
vostro".
Come vedete Dio aveva
stabilito anche un ornamento esteriore perchè il popolo si ricordasse di mettere in
pratica i Suoi comandamenti, una ricordanza questa che non poteva essere dimenticata in
quanto era un qualcosa che indossavano a ricordargliela continuamente.
Ancora una volta
troviamo in questo brano lespressione:<Io sono lEterno>, come sigillo di
ciò chEgli diceva.
Le prescrizioni non
includevano soltanto un ornamento esteriore, ma anche e soprattutto un ornamento
interiore:
Lev 20:7 Santificatevi dunque e siate
santi, perché io sono lEterno, lIddio vostro.
Lev 20:26 mi sarete santi, poiché io, lEterno,
son santo, e vho separati dagli altri popoli perché foste miei.
Lev 19:1 ... Siate santi, perché io, lEterno,
lIddio vostro, son santo.
Ecco la precisa
richiesta di Dio, siccome Egli era ed è Santo, voleva allo stesso modo che il Suo popolo
manifestasse la Sua santità.
Lobbiettivo principale di queste
norme e di questi comandamenti era quindi, e questo lo denotiamo sia dal passo iniziale,
era dovuto al fatto che il popolo doveva dimostrare santità, doveva essere santo, puro,
non contaminato. Dio si era appartato un popolo proprio affinchè fosse santo e
rispecchiasse in qualche modo la Sua Santità, ecco la necessità reali di tali
prescrizioni, ecco perchè tanta esigenza, proprio perchè la Santità di Dio è, ed
arrivava ad una statura talmente elevata che luomo con la sua mediocrità e la sua debolezza non avrebbe mai potuto
manifestare, neanche in minima parte.
Quale cosa più
importante quindi di avere lo stesso carattere di Dio, ma ancora di più, possiamo dire
quale cosa meravigliosa vedere come Dio desiderasse che il popolo gli somigliasse per
santità, possiamo quindi immaginare lo stato di purezza richiesta, quale virtù
indispensabile per avere relazione con Dio.
La parola santo
contenuta in questi brani e la traduzione dellebr. kadosh e significa puro, fisicamente, ritualmente
e soprattutto moralmente e spiritualmente; lo si intende anche come separato o messo da
parte, inteso come consacrato, e tale è proprio la posizione che Dio desiderava da parte
di tutto il popolo dIsraele e posso aggiungere che questa è la stessa posizione che
Dio desidera ancora oggi da tutti noi.
Lespressione: <Siate santi, perché io, lEterno,
lIddio vostro, son santo>, è un qualcosa che riguarda tutti noi
ancora oggi, in quanto è una posizione che ci è richiesta e sapete perchè?
Perchè Dio non è
mai cambiato da allora, Dio è sempre Santo ed il Suo grande desiderio di avere comunione
con noi è grande e per realizzare ciò bisogna che anche noi siamo santi proprio come
Egli è Santo.
Riconosco che è un traguardo molto
lontano, ma sapete Dio ha sempre avuto un piano molto particolare per i suoi:
2Pe 1:3 La sua potenza divina ci ha donato tutto ciò che
riguarda la vita e la pietà mediante la conoscenza di colui che ci ha chiamati con la
propria gloria e virtù.
4 Attraverso queste ci sono state elargite le sue
preziose e grandissime promesse perché per mezzo di esse voi diventaste partecipi
della natura divina dopo
essere sfuggiti alla corruzione che è nel mondo a causa della concupiscenza.
Dio ha quindi voluto,
come il brano stesso attesta, ha voluto renderci partecipi della sua natura divina. Capite
quale privilegio, quale vantaggio e meraviglioso dono?
Dio ha provveduto per
noi più di quanto noi stessi immaginassimo. Così come un figlio è stessa carne e stesso
sangue dei suoi genitori, o così come Adamo disse quando ricevette Eva: Gen 2:23 «Questa, finalmente, è ossa delle mie ossa e carne
della mia carne», lo stesso ha voluto fare Dio per noi dandoci la Sua stessa e
preziosa natura.
Ma arriviamo ora ad una conclusione:
· Lordine perentorio di Dio a non
conformarsi coi popoli stranieri oggi ci deve insegnare qualcosa
· Lordine di Dio ad avere un
ornamento esteriore differente da quello dei popoli stranieri pure ci deve insegnare
qualcosa questoggi,
· come pure lordine di avere un
preciso ornamento o condizione interiore deve parlare questoggi ai nostri cuori.
Sapete quando Cristo
Gesù venne sulla terra per compiere il suo ministerio per noi,
un qualcosa che assolutamente non fece
fu proprio quello di non conformarsi agli usi e costumi del tempo, al modo contorto e
ipocrita di vivere dei capi religiosi e dei cosidetti saggi del tempo, e io mi chiedo dove
saremo tutti noi questoggi se il nostro Signore si fosse invece lasciato prendere,
avvilupare dalle forme esteriori e non solo ma anche da quelle interiori.
Vedete il mondo è
una vita che và contro corrente rispetto al senso di marcia che Dio vuole seguire, ed io
stesso mi rendo conto quanto possa essere difficile in molti casi dovere seguire la
volontà di Dio.
Ma se il Signore
Gesù è andato fino in fondo, fino alla morte, per potermi riscattare, perchè io dovrei
impedire col mio modo di fare o che il mondo mi impone, perchè dovrei impedire che Dio
possa operare pienamente attraverso di me.
La nostra esistenza
quì sulla faccia della terra è veramente importante, sicuramente più di quanto noi
stessi ce ne possiamo rendere conto, e pensate se noi non ci lasciamo guidare pienamente
da Dio in un certo senso sciupiamo quel non essersi conformato da parte di Gesù, quel
avere sofferto per noi pur di non cedere e compiere lopera del Suo ministerio.
Noi oggi siamo quì
per lodare e adorare il nostro Signore, e volendo possiamo dire a Lui un infinità di
grazie per la Sua opera in noi, ma pure voglio dirvi che se noi di vero cuore oggi ci
accostiamo al pane e al vino con uno spirito di adorazione, ma anche con uno spirito di
fermezza nel volere ancora decidere di volere seguire in tutto e per tutto il nostro
Signore, questa oggi può essere la nostra adorazione:
<Signore io tadoro per ciò che
Tu sei e sei ogni cosa per noi, ma questoggi voglio veramente adorarti decidendo
ancora una volta reputando la Tua volontà superiore alla nostra e a quella che il mondo
ci impone con tutte le sue forme.
Signore
non siamo niente senza di Te e vogliamo adorarti in spirito e verità perchè ttu ci hai
resi pertecipi della Tua santa natura col Tuo S.S. e in virtù dellopera del Tuo
S.S. in noi vogliamo decidere oggi di adorarti con tutto il nostro cuore stabilendo oggi
quale deve essere il nostro modo di vivere, il nostro desiderio è di essere conformi alla
Tua volontà e solo e soltanto a questa!>