Ogni cosa è possibile a chi crede?
Gesù
guarisce un indemoniato
Mc 9:14 Giunti presso i discepoli, videro intorno a loro
una gran folla e degli scribi che discutevano con loro. 15 Subito tutta la gente,
come vide Gesù, fu sorpresa e accorse a salutarlo. 16 Egli domandò: «Di che cosa
discutete con loro?»
17 Uno della folla gli rispose: «Maestro, ho condotto da
te mio figlio che ha uno spirito muto; 18 e, quando si impadronisce di lui,
dovunque sia, lo fa cadere a terra; egli schiuma, stride i denti e rimane rigido. Ho detto
ai tuoi discepoli che lo scacciassero, ma non hanno potuto».
19 Gesù disse loro: «O generazione incredula! Fino a
quando sarò con voi? Fino a quando vi sopporterò? Portatelo qui da me».
20 Glielo condussero; e come vide Gesù, subito lo spirito
cominciò a contorcere il ragazzo con le convulsioni; e, caduto a terra, si rotolava
schiumando. 21 Gesù domandò al padre: «Da quanto tempo gli avviene questo?»
Egli disse: «Dalla sua infanzia; 22 e spesse volte lo ha gettato anche nel fuoco e
nell'acqua per farlo perire; ma tu, se puoi fare qualcosa, abbi
pietà di noi e aiutaci».
23 E Gesù: «Dici: "Se puoi!" Ogni
cosa è possibile per chi crede».
24 Subito il padre del bambino esclamò: «Io credo;
vieni in aiuto alla mia incredulità».
25 Gesù, vedendo che la folla accorreva, sgridò lo
spirito immondo, dicendogli: «Spirito muto e sordo, io te lo comando, esci da lui e non
rientrarvi più». 26 Lo spirito, gridando e straziandolo forte, uscì; e il
bambino rimase come morto, e quasi tutti dicevano: «È morto».
27 Ma Gesù lo sollevò ed egli si alzò in piedi.
28 Quando Gesù fu entrato in casa, i suoi discepoli gli
domandarono in privato: «Perché non abbiamo potuto scacciarlo noi?» 29 Egli disse loro: «Questa specie di
spiriti non si può fare uscire in altro modo che con la preghiera».
Alle affermazioni descritte nel Vangelo di Marco, Matteo aggiunge:
Mat 17: 19
Allora i discepoli, accostatisi a Gesù in disparte, gli chiesero: «Perché non l'abbiamo
potuto cacciare noi?» 20 Gesù rispose loro: «A causa della vostra poca
fede; perché in verità io vi dico: se avete fede quanto un
granello di senape, potrete dire a questo monte: "Passa da qui a là", e
passerà; e niente vi sarà impossibile. 21 [Questa specie di demòni non
esce se non per mezzo della preghiera e del digiuno.]»
Gesù viene
in aiuto all' incredulità dell'uomo.
Un brano senz'altro interessante, questo al pari di altri descritti nei Vangeli, è un altro di quei brani nel quale noi tutti possiamo ammirare la potenza del Signore e la Sua supremazia sopra ogni cosa.
In questo brano infatti sono contenute delle affermazioni molto forti, le quali però, sono talmente forti al punto che possono anche lasciarci un tantino perplessi, proprio perché tali.
La prima di queste espressioni vediamo che
Gesù la rivolge al padre del ragazzo. Questo genitore infatti non si comporta allo stesso
modo del "famoso" centurione che disse a Gesù:
<< Matteo 8: 8 Signore, io non son degno che tu entri sotto al mio
tetto ma di soltanto una parola e il mio servitore sarà guarito>>
No! Quest'uomo, forse perché scoraggiato
dal fallimento dei discepoli, o forse pechè veramente non aveva piena fiducia nell'opera
di Gesù, sembra che metta quasi in dubbio la possibilità che anche Gesù potesse
riuscire nel guarire il suo figliolo e così gli dice: <<21 ma tu, se
puoi fare qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci>>
E qui arriva
la risposta di Gesù che meravigliosamente gli risponde: 23 «Dici:
"Se puoi!" Ogni cosa è possibile per chi crede».
Al che il padre di questo ragazzo risponde: «Io credo ». E con questo dire sembra quasi di volersi scusare o giustificare nei confronti del Signore, in quanto confessa la sua fiducia, ma riconosce in parte di non avere una piena fiducia e così aggiunge:<< vieni in aiuto alla mia incredulità>> quasi ad invitare il Signore a sovvenire a tale suo difetto esaudendo la sua richiesta di guarigione.
E' molto bello questo episodio contenuto nei Vangeli, è un episodio nel quale credo che noi tutti possiamo rispecchiarci.
Quante volte crediamo in ciò che il Signore potrebbe fare nella nostra vita, ma laddove non abbiamo ancora realizzato appieno la sua risposta o forse non l'abbiamo ancora veduta con i nostri occhi, ecco che anche noi a volte dimostriamo la stessa incredulità e abbiamo bisogno dell'azione pratica del Signore. Questo è necessario a noi in quanto il Signore possa sovvenire non dico alla nostra incredulità, ma alla nostra poca fiducia, e solo dopo che il Signore è intervenuto riusciamo a credere pienamente e a rimettere tutta la nostra fiducia in Lui.
Paolo nell'epistola agli Ebrei scrive: Eb 11:1 Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono. E al pari di questo genitore, anche noi a volte crediamo solo dopo che abbiamo visto, anziché avere la certezza ancor prima che la risposta del Signore arrivi. Gesù comunque, è paziente e misericordioso verso tutti noi e così come in avviene in questo brano mostra ugualmente la Sua potenza e così come ha esaudito la richiesta di tale padre, lo stesso fa per noi, sovvenendo alla nostra incredulità.
L'insegnamento della fede
Ma l'episodio non termina qui, il Signore da questo avvenimento vuole trarre sia l'opportunità di manifestare la Sua potenza nel guarire il giovane, sia nel cogliere l'opportunità per dare un importante insegnamento.
In primo
luogo, come abbiamo già visto al genitore del ragazzo
indemoniato, il Signore rivela che : << Ogni cosa è possibile per
chi crede».
Poi più avanti nel parlare a tu per tu con i Suoi discepoli, Egli, rispondendo ad una loro specifica domanda sul fallimento appena provato, rivela ancora lo stesso insegnamento e in maniera ancora più approfondita, gli dice apertamente:
Mat 17: «A causa della vostra poca fede; perché in verità io vi dico: se avete fede quanto un granello di senape, potrete dire a questo monte: "Passa da qui a là", e passerà; e niente vi sarà impossibile.
Sono convinto che questi passi siano i più predicati nell'ambito cristiano, ma sono anche convinto che sono passi che non vanno mai dimenticati e così, forse è proprio per questo che vengono riproposti più di frequente.
Abbiamo quindi due espressioni molto forti:
A primo acchito sembra quasi che l'avere fede comporti una sorta di onnipotenza in chi possiede tale virtù, ma sono convinto che non si tratti di uno specifico dono di onnipotenza ciò che il Signore voleva intendere con questo insegnamento, ma ben altro.
Sapreste pilotare un aereo?
Pensate per un attimo di trovarvi improvvisamente a dovere pilotare un aereo senza averlo mai fatto prima. Tutto ciò che voi potete fare in quel momento è :
- Lasciarvi guidare dal vostro intuito
- Seguire perfettamente le disposizioni che potete ricevere via radio dalla base di controllo, e questo senza discostarvi minimamente da ciò che vi viene impartito, altrimenti l'aereo precipita.
Voi non siete piloti, voi non siete in grado di pilotare un aereo, ma nella seconda condizione, se ascoltate quanto vi viene impartito ed eseguite con piena fiducia ogni minima manovra consigliata, sicuramente avrete molte più probabilità di cavarvela e potrete arrivare a terra senza scalfirvi minimamente.
Così è nella nostra vita col Signore. Ci sono tante cose che noi sicuramente non sappiamo fare e sicuramente ci troveremo spesso in situazioni in cui non abbiamo la minima idea di come proseguire il nostro cammino. Attraverseremo momenti veramente difficili e momenti cosiddetti "bui", nei quali probabilmente non potremmo più confidare nelle nostre qualità, ma dobbiamo veramente abbandonarci alla guida e all'aiuto di qualcuno. E proprio in quei momenti che dobbiamo affidarci completamente al Signore e seppure ci riscopriamo di non sapere camminare in quel percorso nuo, pure dobbiamo farci guidare da Lui passo per passo, fiduciosi che solo il Signore ci saprà condurre alla meta.
Onnipotenza in noi o la Sua potenza in noi?
Ciò che il Signore intendeva dire con:
Non era certo un dono di onnipotenza, ma un dono di piena disponibilità da parte Sua nel volerci guidare in ogni più piccola situazione della nostra vita e fare si che "in Lui" noi possiamo sempre uscirne vittoriosi.
Nell'esempio del pilota vi ho descritto di uno che riceve disposizioni via radio, nel nostro caso, è ancora di più, perché il Signore non ci da disposizioni via radio, ma Lui è con noi, al nostro fianco, sull'aereo della nostra vita ed il nostro unico compito resta comunque quello di ascoltarlo, qualunque cosa ci accada e fare tutto ciò che Lui ci dice di fare anche laddove noi abbiamo più paura e timore.
Questa settimana nel calendario quotidiano ho letto una frase che voglio riproporvi, e dice:
"Quando credi di essere arrivato al punto che non ci sia più niente da fare, allora quello è il momento in cui devi incominciare a pregare".
Che il Signore ci dia sempre la saggezza nel saperci condurre in questa vita e nel saperci rendere prima dei buoni uditori e poi dei buoni e disponibili facitori, tutto questo alla Sua gloria.