Vorrei presentarvi un argomento che
sicuramente non è assolutamente nuovo nello studio del cristianesimo, e per certi aspetti
devo riconoscere che noi stessi lo consideriamo molto spesso sia nella nostra vita
personale che in quella ecclesiale, ma a volte credo che sia proprio necessario mettere in
chiaro delle particolarità insite in determinate argomentazioni e per l'appunto volevo
evidenziarle insieme a voi quest'oggi per potere scoprire in modo ancora più profondo
quello che è il più grande gesto d'amore che nessuno mai avrebbe potuto fare in questa
vita, non solo per noi singolarmente ma anche per tutta l'intera umanità.
L'argomento che desidero
intraprendere è per l'appunto la morte di Cristo; la Sua morte vista però sotto degli
aspetti importanti e diversi, per i quali prego il Signore che questi stessi ci aiutino a
fare risaltare ancora una volta la grandezza della Sua potenza e l'immensità del Suo
amore, in modo da glorificarlo tutti ancora una volta come Egli sicuramente merita e si
aspetta da ognuno di noi.
1. E' stata
necessaria la morte di Cristo?
Credo
sia importante dire che quando parliamo di necessità dobbiamo innanzitutto chiarire che
uno stato di necessità è quella condizione in cui non si può fare a meno di una
determinata cosa; è quindi una cosa utile, essenziale, fondamentale in tanti casi.
Sono
convinto che noi tutti crediamo che la morte di Cristo fu per l'appunto tale o potremo
aggiungere anche indispensabile per l'uomo, e credo che sia altrettanto importante il
fatto che se anche la Persona di Dio Padre non avesse considerato ciò come tale, di
sicuro non avrebbe mai e poi mai sottoposto il Gesù Cristo al terribile martirio della
croce.
Vediamo
però che le Scritture stesse ci parlano di Gesù Cristo come Colui che parlò della Sua
stessa morte come di una vera e propria necessità, egli infatti disse:
Gv
3: 14 E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il
Figliuol delluomo sia innalzato, 15 affinché chiunque crede in lui abbia
vita eterna.
Un
vero e proprio bisogno quindi.
Perché fu
necessaria.
Chiarito
questo possiamo subito vedere cosa invece rese necessario questo importante avvenimento,
quali ne furono le motivazioni di questo importante necessità, di questo grande gesto
d'amore:
Hab
1: 13 Tu, che hai gli occhi troppo puri per sopportare la vista del male, e che non
puoi tollerare lo spettacolo delliniquità, perché guardi i perfidi, e taci quando
il malvagio divora luomo chè più giusto di lui?
Il
profeta dice questo riferendosi alla Persona di Dio.
Dice
che Dio ha gli occhi troppo puri per sopportare la vista del male, che Egli non può
tollerare l'iniquità.
Deduciamo
quindi da questo che Dio è Santo e che la Sua santità non condivide assolutamente il
peccato, ed è stato quindi necessario che Cristo morisse proprio per la santità di
Dio.
La
Santità di Dio infatti è un principio morale della Sua natura; pensate che tutto il
sistema cerimoniale di purificazione, di sacrifici e di offerte previsti nell'A.T., aveva
proprio lo scopo di sottolineare questa distanza esistente fra un uomo peccatore ed un Dio
tre volte Santo e rendeva pertanto necessario quel principio che noi tutti conosciamo e
che è contenuto nei testi sacri, quel principio che dice:
"senza
spargimento di sangue non vi è remissione di peccati" Eb 9:22.
Infatti
quando Dio scelse questo mezzo così caro per liberarci, mandando proprio il Suo Figliolo,
rivestito di un corpo di sangue simile al nostro e questo chiaramente a causa del nostro
peccato, possiamo essere certi che la nostra salvezza non sarebbe mai potuta essere pagata
ad un prezzo inferiore rispetto a quello che invece è stato pagato, e possiamo aggiungere
che nient'altro mai avrebbe potuto soddisfare la giustizia di Dio, alla quale Egli stesso
rimase coerente sacrificando addirittura se stesso in forma di uomo sulla croce del
Golgota; e ditemi se tutto questo non è amore!
Altre motivazioni
Oltre
la Sua santità però possiamo trovare altre motivazioni che lo condussero a compiere tale
atto:
una
potrebbe essere il Suo amore; leggiamo in I Gv 4: 10 In questo è
lamore: non che noi abbiamo amato Iddio, ma che Egli ha amato noi, e ha mandato il
suo Figliolo per essere la propiziazione per i nostri peccati.
Possiamo
quindi attribuire al grande gesto di Dio proprio l'amore che Lui aveva ed ha verso
l'umanità intera, verso ognuno di noi singolarmente.
E
questo è proprio difficile da capire, ma sfido chiunque di voi a sacrificare ciò che ha
di più prezioso per l'intera umanità, conoscendo quanto essa tendenzialmente sia egoista
e peccatrice sotto i tanti aspetti.
Ma
volendo oltre la santità di Dio ed il Suo amore, possiamo aggiungere ancora che anche l'adempimento
delle Scritture rese necessaria la morte di Cristo, ed ancora il piano di
redenzione che di Dio stesso prevedeva come già abbiamo anche detto prevedeva uno
spargimento di sangue, ma più di ogni altra cosa credo che il peccato dell'uomo in
modo particolare rese necessaria questa morte, il quale fu come una calamità che attirò
Gesù Cristo dal cielo.
Il
Signore infatti non poteva essere soddisfatto della gloria che aveva presso il Padre prima
che il mondo fosse, e non poteva essere soddisfatto di tutta l'adorazione degli eserciti
ubbidienti del cielo, mentre l'uomo se ne restava ancora straniero, perduto davanti a Dio.
Un
fratello scrive che: "Un modo di comprendere in maniera superficiale ciò che
Cristo ha compiuto sulla croce, è un evidente prodotto di una considerazione molto
superficiale del peccato insito nell'uomo stesso".
Infatti
nessuno capirà mai esattamente questo importantissimo aspetto se arriva a considerare il
proprio peccato essere solo e soltanto un offesa nei confronti di Dio, una
debolezza dell'uomo, una sua leggera deviazione o chissà cos'altro; ma
l'uomo può arrivare a capirlo bene solo quando capirà invece vedrà il proprio peccato
in lui essere non solo una debolezza o chissà cos'altro altro, ma quando lo considererà
una vera e propria anarchia nei confronti di Dio, una vera e propria inimicizia
contro di Lui, quando vedrà quindi il peccato essere degno di condanna e di punizione
eterna, proprio così come lo vede Dio dalla Sua Santità, ed è per questo che ha
decretato tale punizione per chi non torna indietro e si ravvede dal proprio stato di
perdizione.
Se non si realizza questo, fino ad allora
nessuno mai arriverà a capire la necessità dell'espiazione provveduta nella persona di
Cristo Gesù.
Alcuni chiarimenti
Chiarito
questo, credo che a questo punto dobbiamo solo chiarire degli altri punti relativi al Suo
calvario e sono:
·
che la morte di
Cristo non fu assolutamente un qualcosa di imprevisto nella Sua vita terrena
·
non fu
assolutamente qualcosa di non incluso nel piano divino di Dio.
·
non fu un
avvenimento inaspettato o un qualcosa dato al caso,
ma
noi tutti sappiamo bene che Cristo Gesù stesso, come abbiamo visto più volte, annunziò
Egli stesso di quale morte dovesse morire e quale morte lo aspettasse; egli stesso
testimoniò più volte questo avvenimento, vediamo infatti che sta scritto:
·
Mat 16: 21 Da
quellora Gesù cominciò a dichiarare ai suoi discepoli che doveva andare a
Gerusalemme e soffrire molte cose dagli anziani, dai capi sacerdoti e dagli scribi, ed
esser ucciso, e risuscitare il terzo giorno.
·
Mat 26: 1
Ed avvenne che quando Gesù ebbe finiti tutti questi ragionamenti, disse ai suoi
discepoli: 2 Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua, e il Figliuol delluomo
sarà consegnato per esser crocifisso.
·
Mar 9: 31
Poichegli ammaestrava i suoi discepoli, e diceva loro: Il Figliuol delluomo
sta per esser dato nelle mani degli uomini ed essi luccideranno; e tre giorni dopo
essere stato ucciso, risusciterà. 32 Ma essi non intendevano il suo dire e temevano
dinterrogarlo.
E'
quindi escluso ogni forma di imprevisto nella morte del nostro Signore, ma vediamo che fu
proprio una condizione di necessità riconosciuta e provveduta alla quale il Signore non
si sottrasse assolutamente indietro, ma anzi possiamo aggiungere che non solo non
fu un imprevisto, ma possiamo dire che fu qualcosa di preordinato, di previsto
in precedenza, predisposto, e possiamo aggiungere ancora volontario e propizio,
tale fu per ognuno di noi la morte di Cristo.
Un ultimo punto: i
risultati della morte
Abbiamo
quindi ora già tante argomentazioni per lodare il nostro Signore quest'oggi, ma prima
ancora di raccoglierci in preghiera mi piacerebbe come ultima cosa, che dopo tutto questo
grande fare da parte di Dio per provvedere alla nostra salvezza, vorrei che in poche
parole valutassimo insieme quali furono i risultati di questo grande gesto d'amore.
Nella
storia dell'uomo vediamo che molti leader sono nati con tanti ideali ed hanno combattuto
nella loro vita per ognuno di essi, a volte questi leader hanno ottenuto gli scopi per i
quali hanno lottato, ma a volte non li hanno ottenuto e possiamo aggiungere che solo dopo
la loro morte molto spesso i loro aderenti, compagni o adepti si sono addirittura
dispersi, ma vediamo che ciò non avvenne assolutamente nel caso del nostro Signore, il
quale vediamo diede se stesso per una giusta causa che siamo noi, e gli effetti della sua
missione non si fermarono con la Sua morte, ma possiamo dire che con la Sua morte questi
ebbero il proprio effetto.
Se
Gesù non avesse dato la Sua vita, se Gesù non fosse morto sulla croce, e se geswù non
fosse poi risorto, noi 2000 anni fa avremmo avuto solo e soltanto un profeta come tanti
altri ne sono sorti, e ciò che egli avrebbe compiuto sarebbe stato solo e soltanto
portarci un messaggio sia pure questo importante, ma solo esoltanto un messagio.
Atti 4: 34 Ma un certo Fariseo,
chiamato per nome Gamaliele, dottor della legge, onorato da tutto il popolo, levatosi in
piè nel Sinedrio, comandò che gli apostoli fossero per un po messi fuori.
35 Poi disse loro: Uomini Israeliti,
badate bene, circa questi uomini, a quel che state per fare. 36 Poiché, prima dora,
sorse Teuda, dicendosi esser qualche gran cosa; e presso a lui si raccolsero
intorno a quattrocento uomini; ed egli fu ucciso e tutti quelli che gli avevano prestata
fede, furono sbandati e ridotti a nulla.
37 Dopo costui, sorse Giuda il
Galileo, a dì del censimento, e si trascinò dietro della gente; anchegli
perì, e tutti coloro che gli avevano prestata fede, furono dispersi. 38 E adesso io vi
dico: Non vi occupate di questi uomini, e lasciateli stare; perché, se questo disegno
o questopera e dagli uomini, sarà distrutta; 39 ma se è da Dio, voi non li
potrete distruggere, se non volete trovarvi a combattere anche contro Dio. 40 Ed essi
furono del suo parere; e chiamati gli apostoli, li batterono, e ordinarono loro di non
parlare nel nome di Gesù, e li lasciarono andare.
Notate
ora come a tutti gli effetti nessuno ha mai potuto fermare quest'opera, il fatto che noi
oggi siamo qui ancora riuniti a parlare di lui e delle Sue meravigliose gesta è dovuto
proprio al fatto che la nostra opera è da Dio e nessuno potrà mai proprio perché è un
qualcosa voluta da Dio, preordinata, approvata da Lui.
Così
come la morte di Cristo sembrò all'inizio un vero e proprio fallimento della Sua opera,
vediamo che invece subito dopo risultò una vera e propria risposta alle necessità
dell'uomo e posso aggiungere che gli effetti del Suo compimento furono molteplici e sono:
·
Che la potenza del
peccato fu resa nulla in potenza
·
Che la redenzione
dalla condanna della legge fu assicurata
·
Che la base per
divenire figli di Dio fu provveduta
·
Che la distanza
esistente fra Dio e l'uomo venne annullata
·
Che il perdono dei
peccati dell'uomo venne assicurato.
E
così tanti altri benefici per i quali noi oggi possiamo dire di appartenere al nostro
Signore e per i quali oggi noi tutti insieme vogliamo lodarlo e adorarlo in ogni aspetto
che la Sua morte ci ha comportato.