IL MANDATO DI AMOS

 

Vorrei parlarvi di un personaggio storico molto importante della storia d'Israele.

E' un personaggio che, socialmente parlando, si è rivelato molto comune, ma che ha avuto per il popolo di Israele un rilevanza molto importante; questo dovuto chiaramente ad una chiamata ch'egli ricevette da Dio, e che lo portò a dovere compiere una vera e propria missione. Dal regno di Giuda infatti, regno di sua appartenenza, dovette recarsi al Nord, quindi in Israele, per portare quanto Dio voleva comunicare a quest'ultima nazione.

Il personaggio è un profeta cosiddetto minore, un profeta che abbiamo studiato da non molto tempo, il suo nome è Amos.

Amos significa <<sollevatore, portatore (di pesi)>>, 1:1 ci dice che Amos era uno dei pastori di Tekoa , una piccola cittadina di Giuda che si trovava a 15-16 km da Gerusalemme.

Egli portò un messaggio di giudizio indirizzato prima alle nazioni circonvicine ad Israele, poi un messaggio di giudizio per Giuda stessa ed infine uno contro il popolo d'Israele, il quale pure aveva ormai raggiunto il culmine del peccato e proprio per questo Dio decise di non usare più oltre tolleranza nei confronti di questi, ed è per questo che manda per l'appunto questo prezioso profeta che espone quanto Dio gli mostra in visione.

E fin qui credo che non ci siano dei grossi problemi, Amos parla con grande autorità, e si esprime in maniera molto profonda, i giudizi sono oltremodo tremendi sia per questi popoli, ma anche per Giuda e Israele, ma per quanto riguarda il problema d'Israele, vediamo che Egli prende gran parte del suo messaggio, infatti solo per quest'ultimo il messaggio occupa nel libro ben 8 capitoli.

Vorrei comunque considerare insieme a voi quelle che sono state per me delle riflessioni molto importanti e che mi hanno aiutato a valutare il nostro oggi e vorrei da questo imparare come muovermi nel mio domani, affinché sia ogni giorno alla gloria del nostro Dio.

C'è un episodio nel libro di Amos che in particolare vorrei considerare, un episodio che riporta l'opposizione che Amos ricevette da parte di un suo cosiddetto collega, opposizione ch'egli ricevette dopo che portò parte del suo messaggio.

Amos 7:10 Allora Amatsia, sacerdote di Bethel, mandò a dire a Geroboamo, re d’Israele: "Amos congiura contro di te in mezzo alla casa d’Israele; il paese non può sopportare tutte le sue parole. 11 Amos, infatti, ha detto: - Geroboamo morrà di spada e Israele sarà portato in cattività lontano dal suo paese".

12 E Amatsia disse ad Amos: "Veggente, vattene, fuggi nel paese di Giuda; mangia là il tuo pane, e là profetizza;13 ma a Bethel non profetizzare più, perché è un santuario del re e una residenza reale".

Vorrei sottolineare la veemenza con la quale questo sacerdote si accanisce nei confronti di questo messaggero mandato da Dio. Lui che parlava ad Amos non era uno qualunque, ma era un importante sacerdote, il suo messaggio o parere poteva arrivare direttamente al re.

Come vediamo egli era profondamente contrario alle parole di Amos, le quali come lui stesso riporta, parlano di un vero e proprio giudizio comprendente la deportazione d'Israele in un altro territorio straniero; una cosa dura da ricevere, inammissibile da accettare, e la reazione di questa autorità è proprio quella di chi proprio non ne vuole sapere.

C'è di importante, comunque, che questo sacerdote non è andato a constatare se quel messaggio venisse o meno da Dio, ma ciò che lui fa è accanirsi direttamente contro Amos per il semplice fatto che quel messaggio gli stava scomodo, gli era sfavorevole, non lo voleva accettare ed è per questo che non lo voleva neanche sentire.

Ho pensato subito a quante persone oggi si comportano allo stesso modo.

Certo nessuno di noi oggi va a infierire contro alcuno parlando di giudizio, puntando il dito contro alcuno, ma pure credo che sia estremamente importante annunciare nel meraviglioso gesto d'amore che Cristo ha compiuto, annunciare anche la 2° venuta di Cristo e non celare assolutamente che Egli giudicherà ogni uomo; tutte le nostre opere verranno pesate, misurate, anche quelle di cui ci siamo già dimenticati.

Ma ciò che è molto importante, tornando al testo di Amos, è la risposta che Amos stesso da e che con grande chiarezza esprime quale fosse la sua propria posizione davanti al mandato ricevuto da Dio:

Amos 7:14 Allora Amos rispose e disse: "Io non sono profeta, né discepolo di profeta; ero un mandriano, e coltivavo i sicomori; 15 l’Eterno mi prese da dietro al gregge, e l’Eterno mi disse: - Va’, profetizza al mio popolo d’Israele. -

Vediamo che Amos espone come risposta iniziale esattamente ciò che avvenne al momento della sua chiamata.

Notiamo subito che non c'è traccia di vanto alcuno, né millanteria nelle sue parole; lui non dice: "Come si permette, lei non sa chi sono io!"; come a volte ci capita di sentire da qualcuno, ma ciò che Amos espose era appunto il fatto di non essere niente meno che un lavoratore come tanti altri, un mandriano e coltivatore di sicomori, egli ricevette una chiamata ed ora stava trasmettendo esattamente ciò che aveva ricevuto, senza aggiungere alcunché o chissà cos'altro.

Egli non dava importanza a quella che poteva essere la sua personalità o la sua posizione sociale, ma va diritto dove Dio lo manda e non si pone problema alcuno se in base a quello che deve dire, egli troverà o meno opposizione.

Amos si concentra in modo particolare ad evidenziare ciò esclusivamente il messaggio di Dio e con grande autorità arriva anche a rispondere al sacerdote Amatsia e con un impetuoso messaggio datogli da Dio gli dice:

Amos 7:16 Or dunque ascolta la parola dell’Eterno: - Tu dici: Non profetare contro Israele, e non predicare contro la casa d’Isacco! - 17 Perciò così parla l’Eterno:

- La tua moglie si prostituirà nella città, i tuoi figlioli e le tue figliole cadranno per la spada, il tuo paese sarà spartito con la cordicella, e tu stesso morrai su terra impura e Israele sarà certamente portato in cattività, lontano dal suo paese".

Sentendo questa risposta, forse qualcuno penserà che per Amatsia sarebbe stato molto meglio sentirsi dire l'esuberante: "Lei non sa chi sono io!", ma invece Amos va avanti riportando sempre le parole udite e ricevute nella sua e da queste non lo smuove nessuno; ripeto, non aggiunge niente di personale se non il descrivere la sua media posizione sociale ed il fatto ch'egli era semplicemente un portatore del messaggio di Dio.

Pensando a questa risposta mi viene in mente quell'espressione che riporta Pietro nella sua epistola quando dice:

Pt 3:15 …abbiate nei vostri cuori un santo timore di Cristo il Signore, pronti sempre a rispondere a vostra difesa a chiunque vi domanda ragione della speranza che è in voi, ma con dolcezza e rispetto; avendo una buona coscienza;

Ma ancora di più mi vengono in mente dei veri e propri colleghi di Amos, sia pure esistiti in diversi periodi, ma rilevati in qualche modo da Dio dalla propria posizione sociale e mandati a compiere proprio per lui delle importanti missioni:

Mosè, Davide ed Elia, ad esempio sono stati mandriani, e sono stati chiamati a servire Dio in un modo molto particolare per ognuno e come vediamo ognuno d'essi portò per la grazia di Dio un prezioso contributo alla storia di Israele e per il loro ministerio spirituale.

Ma come vedere nella storia delle loro stesse vite, queste persone al pari di Amos, spesso hanno trovato davanti al loro cammino spirituale, delle vere e proprie opposizioni e talvolta hanno dovuto "lottare" contro delle imponenti autorità impossibile da smuovere. Ma essi hanno sempre perseverato, confidando in ciò che Dio avrebbe compiuto per loro e per il Suo stesso mandato e hanno perseverato fino alla fine arrivando talvolta a dovere rischiare la loro stessa vita; ma niente fu in grando di smuovere quegli uomini dal compiere il ministerio affidatogli dal loro prezioso e grande Dio.

Per non parlare poi degli apostoli del Signore Gesù, quante opposizioni hanno incontrato nel loro cammino, e quante volte sono stati chiamati davanti al Sinedrio a giustificare il loro messaggio, ed io mi domando:

·         dove sarei io oggi se questi uomini avessero ceduto davanti alle opposizioni trovate nel loro cammino?

·         dove sarebbe la chiesa che Cristo tanto ama e per la quale ha dato la Sua stessa vita?

·         A cosa sarebbe valso il sacrificio di Cristo, se poi nessuno lo avrebbe annunciato con la potenza dello S.S.?

Sono domande queste alle quale dobbiamo sottoporci e per le quali dobbiamo riflettere attentamente.

Come ben sappiamo anche noi tutti siamo sottoposti ad opposizioni di diverse entità, di diverso carattere e di diversa natura, ma noi tutti lo saremo solo e soltanto quando noi ci esporremmo al prossimo, annunziando loro quelle che sono le nostre più personali convinzioni che abbiamo maturato.

Anche qualunque politico in questo periodo troverà senz'altro delle opposizioni Chiunque in qualche modo si espone, non necessariamente per esibirsi, ma anche per fare del bene o semplicemente per fare il suo dovere è sottoposto a tale pratica.

E' triste dirlo, ma anche nelle assemblee di Cristo gli anziani o responsabili che siano trovano spesso delle opposizioni e questo non solo dal mondo, ma qualche volta dai fratelli o dalle sorelle della stessa assemblea per la quale è chiamato da Dio a coordinare e fare per il bene di tutti; a volte queste opposizioni aiutano e sono necessarie, anche gli anziani sbagliano, ma a volte sono scoraggianti e veementi e non fanno altro che impedire che l'amore e la pace regnino nella famiglia di Dio.

Al Signore Gesù nel suo ministerio gli si opposero veramente in tanti, e sembrerà un paradosso, però tutte le opposizioni ch'egli ricevette contribuire a compiere quella che era la volontà del Padre che lo aveva mandato e quando un giorno Pietro sentendo da Gesù stesso che qualcuno lo avrebbe arrestato e poi ucciso gli si oppose a quelle affermazioni, sappiamo tutti bene cosa il signore Gesù gli rispose:

Mat 23: 23 Vattene via da me, Satana; tu mi sei di scandalo. Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini.

Noi ben sappiamo con quale ingenuità Pietro ardì fare tale affermazione, ma il Signore con questa riposta volle dimostrargli appunto che le opposizioni stesse a volte servono o sono il piano scelto da Dio per compiere il nostro mandato.

Non sempre andrà tutto liscio e non sempre capiremo quale è la volontà di Dio dal fatto che va tutto liscio, molto spesso, come molti fratelli oggi stesso lo provano, bisogna entrare nel regno di Dio attraverso tante tribolazioni ed io prego il signore perché ognuno di noi sia forte in quei momenti e possa rifugiare in tutto e per tutto in Lui.

Gesù stesso disse un giorno a Pietro:

Lc 22: 31 Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano; 32 ma io ho pregato per te affinché la tua fede non venga meno; e tu, quando sarai convertito, conferma i tuoi fratelli.

Gesù stesso in altre occasioni ha pregato per noi stessi, per la nostra unità e la nostra fermezza, e noi oggi riuniti nel nome del Signore, vogliamo di vero cuore rivolgerci a Lui con un sentimento di adorazione, volendo confermarci nuovamente a Lui, volendo assicurare a noi stessi e poi a Dio che desideriamo vivere con Lui e per Lui per sempre; contribuendo insieme ai nostri stessi fratelli a volere compiere fino in fondo la Sia volontà proprio come Egli arrivò in fondo fino alla morte della croce.

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