Ciò che è
importante per l'uomo!
Introduzione
Ho
sentito il desiderio di considerare insieme a voi alcuni brani biblici nei
quali potremo trovare degli importanti insegnamenti che ci saranno senz’altro
preziosi per evidenziare come l’uomo, e quindi anche noi stessi, in tutta la
nostra pochezza e mancanza di equilibrio, molto spesso possiamo arrivare ad
attribuire una particolare importanza alle cose che invece agli occhi di Dio
non godono della stessa importanza.
L’ostentazione dei Farisei
Un
primo riscontro a questa affermazione lo troviamo in:
Mat 23: 1 Allora Gesù parlò alle turbe e ai suoi discepoli,
2 dicendo: Gli scribi e i Farisei siedono sulla cattedra di Mosè. 3 Fate
dunque ed osservate tutte le cose che vi diranno, ma non fate
secondo le opere loro; perché dicono e non fanno. 4 Difatti, legano de’ pesi
gravi e li mettono sulle spalle della gente; ma loro non li voglion muovere
neppure col dito. 5 Tutte le loro opere le fanno per essere osservati
dagli uomini; difatti allargano le lor filatterie ed allungano le frange de’
mantelli; 6 ed amano i primi posti ne’ conviti e i primi seggi nelle sinagoghe
7 e i saluti nelle piazze e d’esser chiamati dalla gente: "Maestro!"
8 Ma voi non vi fate chiamar "Maestro", perché uno solo
è il vostro maestro, e voi siete tutti fratelli.
9
E non chiamate alcuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è
il Padre vostro, quello che è ne’ cieli. 10 E non vi fate chiamar guide,
perché una sola è la vostra guida, il Cristo: 11 ma il maggiore fra
voi sia vostro servitore.
12
Chiunque s’innalzerà sarà abbassato, e chiunque si abbasserà sarà innalzato.
Su
questo brano, volendo potremmo impiegare delle ore a commentare l’atteggiamento
che questi uomini assumevano davanti al popolo. Il Signore dà infatti un ampia
descrizione dei loro atteggiamenti, ma noi ci soffermeremo brevemente a
sottolineare quei punti che potrebbero esserci particolarmente utili.
In
primo luogo, vediamo che vengono descritti come degli esaltati, degli ipocriti,
delle persone che ostentavano la loro posizione, la loro persona, il loro look;
avevano insomma un alta concezione di se stessi, una concezione non sobria,
come la Bibbia stessa insegna, ma essi si consideravano una categoria molto
speciale e tale pensiero nei loro confronti lo pretendevano anche dal loro
prossimo, al punto che pretendevano di essere chiamati: Maestro, Padre e
guide, in modo oltretutto improprio.
E’
strano come l’uomo a volte arrivi a volere comparire a tutti i costi al di là
di ciò che egli è realmente; si tende molto spesso a volere comparire
nascondendosi dietro ai propri titoli, alle proprie conoscenze ed anche alle
proprie possibilità economiche; ma l’ammonimento che Gesù rivolse alle turbe
che lo seguivano, in merito a tali comportamenti come abbiamo letto sono: "v. 3
Fate dunque ed osservate tutte le cose che vi diranno, ma non fate secondo le
opere loro; perché dicono e non fanno".
Il
Signore non gli dice di ribellarsi ad essi, in quanto questi uomini
costituivano per il popolo una vera e propria autorità, ma la Sua
raccomandazione fù: "ma non fate secondo le opere loro", il che sta
ad indicare una chiara posizione di disapprovazione nei confronti di tali
uomini che vivevano e godevano delle loro ostentazioni e vanità, ed un chiaro
monito a non arrivare essi stessi ad assumere tali atteggiamenti nella
rivelazione della fede di cui il Signore parlava a loro.
Una
tristissima posizione quella di questi uomini, triste in modo particolare
proprio per il semplice fatto che non avevano l’approvazione del nostro Signore
e noi sappiamo quanto questa sia importante, dal momento che sappiamo tutti che
Dio lo ha costituito giudice sopra ogni cosa
Atti
17: 30 Iddio dunque, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, fa ora
annunziare agli uomini che tutti, per ogni dove, abbiano a ravvedersi, 31
perché ha fissato un giorno, nei quale giudicherà il mondo con giustizia, per
mezzo dell’uomo ch’Egli ha stabilito; del che ha fatto fede a tutti, avendolo
risuscitato dai morti.
L’esempio di Paolo
A
differenza di questi, possiamo dire che tutt’altro atteggiamento lo assumeva
invece l’apostolo Paolo. Paolo che nonostante avesse bazzicato anche lui nella
sua giovinezza tali ambiente, pure arrivò alla maturità di poter dire:
Fil
3: 2 Guardatevi dai cani, guardatevi dai cattivi operai, guardatevi
da quei della mutilazione; 3 poiché i veri circoncisi siamo noi, che offriamo
il nostro culto per mezzo dello Spirito di Dio, che ci gloriamo in Cristo Gesù,
e non ci confidiamo nella carne; 4 benché anche nella carne io avessi
di che confidarmi.
Se
qualcun altro pensa aver di che confidarsi nella carne, io posso farlo molto
di più; 5 io, circonciso l’ottavo giorno, della razza d’Israele, della
tribù di Beniamino, ebreo d’ebrei; quanto alla legge, Fariseo; 6 quanto allo
zelo, persecutore della chiesa; quanto alla giustizia che è
nella legge, irreprensibile.
7
Ma le cose che m’erano guadagni, io le ho reputate danno a cagione di
Cristo.
8
Anzi, a dir vero, io reputo anche ogni cosa essere un danno di fronte
alla eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale
rinunziai a tutte codeste cose e le reputo tanta spazzatura affin di
guadagnare Cristo, 9 e d’esser trovato in lui avendo non una giustizia mia,
derivante dalla legge, ma quella che si ha mediante la fede in Cristo…
Una
posizione ben chiara anche questa di Paolo, che com’egli stesso attesta non lo
portò a rinunciare a tutto ciò che di più esaltante la società potesse
offrirgli, ma la sua concezione attuale era quella che le cose che per altri
sarebbero state un grande vanto, lui le considerava un vero e proprio ostacolo
soprattutto verso quello che era il suo più grande desiderio: avere una
piena conoscenza e approvazione dal Suo ed anche nostro Signore, ed oltre a
questo il volere sempre poggiare la propria fiducia non su degli attributi
umani, ma sulla fede in Cristo Gesù e sulla Potenza del nostro Signore.
Non
so cosa stiate pensando in questo momento, ma né io, né questi brani non
vogliono senz’altro dirvi di recarvi quest’oggi nelle vostre case e strappare
il tanto sospirato e tribolato titolo di diploma o addirittura il vostro
attestato di laurea e chissà cos’altro; essi sono strumenti che vi siete
guadagnati col sudore della vostra fronte e sono il frutto di tanti sacrifici.
Questi
oggi vi sono e vi saranno senz’altro utili per un valido inserimento nel mondo
del lavoro o se già lo avete un lavoro, vi saranno senz’altro utili per
mantenere la vostra posizione lavorativa ed anche migliorarla.
Ma
l’ammonimento del Signore e la buona testimonianza di Paolo, vertono innanzitutto
sulla chiamata da parte di ogni uomo a:
·
ricercare sempre ed esclusivamente di essere graditi a Dio,
prima che ricercare il proprio gradimento da parte degli altri uomini;
ed
infine possiamo dire:
·
riconoscere al pari di Paolo, che qualunque sia il proprio
titolo o la propria posizione sociale, se non si ha il Signore nella mia vita e
se non si ha tanta umiltà per sottomettersi a Lui, oggi non si è proprio niente
e si ha ben poco di valido e stabile per l’eternità
Chi si gloria, si glori nel Signore
Dei
fattori questi fondamentali e che spesso vengono invece trascurati dall’uomo
naturale, ma ai quali a noi non possono sfuggire e non possono non essere che
l’oggetto della nostra più sincera considerazione.
Un
giorno Paolo stesso disse:
1Cor
1: 26 … fratelli, guardate la vostra vocazione: non ci sono tra
voi molti savi secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili;
27
ma Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergognare i savi;
e
Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti;
28.
e Dio ha scelto le cose ignobili del mondo, e
le cose sprezzate, anzi le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che
sono,
29
affinché nessuna carne si glori nel cospetto di Dio. 30 E a lui voi
dovete d’essere in Cristo Gesù, il quale ci è stato fatto da Dio sapienza,
e giustizia, e santificazione, e redenzione, 31 affinché, com’è scritto: Chi
si gloria, si glori nel Signore.
Dice
per ben tre volte: Dio ha scelto, e noi sappiamo che quando Dio
sceglie per noi possiamo essere pienamente sicuri che Egli scelga sempre il
meglio per i Suoi figli e servitori, e in tutto questo pensate che la
motivazione di queste scelte da parte Sua sono date v. 29 affinché nessuna
carne si glori nel cospetto di Dio.
L’esortazione
che riceviamo è quindi unicamente quella di gloriarsi nel Signore, e di
riconoscere che:
·
ogni cosa ci viene da Lui, anche ciò che otteniamo col
nostro stesso sudore
·
che (Gc 4:14) siamo un vapore che appare per un po’ di tempo
e poi svanisce e tutto ciò che non verte ad edificare ciò che è spirituale e a
ciò che è buono e gradito a Dio sarà arso e non sarà più;
·
che l’uomo per quanto bello e capace possa essere, è una Sua
creatura e lo scopo della sua creazione e proprio quella di dare gloria al Suo
Dio,
ed
infine dobbiamo avere la consapevolezza che
·
quando questo non avviene, si commette una grave mancanza
nei confronti di Colui che è veramente al di sopra di ogni principato e
autorità e potestà e signoria, e d’ogni altro nome che si nomina non solo in
questo mondo, ma anche in quello a venire.(Ef 1:21)
Qual
è oggi la nostra posizione davanti a tutte queste considerazioni?
Qual
è oggi la nostra decisione davanti alla Parola di Dio?
Qual
è oggi il mio volere davanti al volere di Dio?
Qual
è oggi il mio vanto se non il vantarmi del mio Dio?
Oggi
lo scopo del nostro incontro è proprio questo: Dare gloria a Dio, quindi
predisponiamo fin da ora i nostri cuori ed esprimiamo al nostro Signore quanto
di più sentito abbiamo nel nostro cuore.