Il tema che desidero
trattare è un tema abbastanza complesso, ma per il quale sono sicuro che ciascuno di noi
non avrà alcuna difficoltà a volere verificare la propria vita, alla luce di tali
pensieri.
La paura, primi
approccio.
La paura è quel forte sentimento che a volte ci terrorizza e non ci lascia per niente
sereni, e che pare sia essere una delle piaghe di questi ultimi tempi.
Secondo alcuni, infatti, proprio la paura, e nello specifico la paura di vivere, oggi
porta le persone alla dipendenza ed a comportamenti maniacali, quasi per fuggire a questa
forma di sentimento interiore.
Le cure contro
Si è osservato come gli studi degli psichiatri siano oltremodo affollati, e pensate i
medicinali più venduti in assoluto, sono proprio gli psicofarmaci che vengono presi per
combattere langoscia, linquietudine e linsonnia.
Ogni anno vengono prodotte e poi vendute tonnellate di psicofarmaci, che poi finiscono
tutte nel corpo umano di chi è depresso o di chi vive questo tipo di angosce.
Sembra che vengano somministrate perché in qualche modo dovrebbero attenuare se non
cacciare le ansie e produrre un senso di sicurezza nellessere che si sottopone a
questo tipo di cure mediche, pensate, pare che la radice di tutti questi disturbi sia
proprio la paura.
Che cosa è...
Noi tutti conosciamo personalmente questo sentimento, è un sentimento che ci assale e in
alcuni momenti ci paralizza e domina tutto il nostro essere, ci chiude la gola, ci fa
aumentare le pulsazioni e ci opprime il petto. Anche solo nella nostra immaginazione
infatti il concetto di paura è collegato a sentimenti di oppressione, di paralisi, di
terrore e di angoscia.
Quale fu la
causa
Tornando indietro nel tempo vediamo che una volta fuori dal paradiso terrestre, i nostri
progenitori Adamo ed Eva, hanno conosciuto profondamente questo tipo di sentimento, hanno
incominciato a gustare le cose negative della loro disubbidienza a Dio e tra queste hanno
provato sicuramente cosa fosse la paura.
Già dal fatto che
dopo avere mangiato il frutto proibito essi si siano nascosti, ci fa capire che non si
sentivano a posto davanti a Dio e sicuramente ebbero già questo tipo di sentimento. Ma
provate a immaginare quale fu la loro prima sensazione una volta che si sono venuti a
trovare fuori dallEden, dal meraviglioso giardino nel quale Dio li aveva posti.
Incominciarono
sicuramente a conoscere cosa fosse la lotta per la sopravvivenza o anche semplicemente per
lesistenza, conobbero sicuramente cosa significhi divorare o essere divorati,
attaccare o dovere fuggire, incominciarono quindi la loro lotta di vita sebbene Dio non li
aveva abbandonati completamente.
Come vediamo la loro
stessa colpa e le terribili promesse di Dio suscitarono in loro un forte sentimento di
paura. Vennero posti in preda ad un destino cieco che essi non conoscevano ancora, perché
abituati a vivere in un perfetto stato di pace e armonia col loro Dio e creatore e pensare
che il gesto che compirono, lo compirono con lo scopo di migliorarsi rispetto a quello che
Dio aveva preparato per loro.
La viviamo anche
noi oggi
E triste, ma ancora oggi ci portiamo anche noi questi sensi di colpa e queste forme
di paura: divorare o essere divorati, attaccare o fuggire, la lotta per la sopravvivenza
anche per noi, in alcuni momenti particolari non è per niente facile.
Nelle scelte di vita di quasi tutti noi, viviamo dei concetti molto profondi e concreti,
secondo i quali ognuno di noi dovrebbe arrivare ad avere un vero e proprio stato di
realizzazione, ognuno secondo i propri desideri e ambizioni e in tutto questo
possibilmente si cerca di riuscire a vivere una libertà assoluta.
Ma vediamo che a volte qualcuno arriva e a volte per qualcun altro molte cose non vanno
per il verso giusto e si arriva così a vivere continue delusione e amarezze, e a
desiderare molto più ciò che è fonte di piacere e di divertimento, anziché di doveri e
responsabilità.
Luomo in alcuni
momenti si è sempre domandato perché vive, da dove viene e dove va, luomo ha
sempre avuto bisogno di uno scopo per vivere e spesso la mancanza di questo scopo o la non
riuscita di ciò che si era prefisso, scatena in lui delle forme di paura tale che non
arriva più ad avere la mente libera per poter vivere con serenità e armonia, ed è
proprio in questa fase che si cerca di fuggire, fuggire dalla paura dellinsuccesso,
dai propri sensi di colpa e dalle conseguenze del proprio fallimento.
La testimonianza di
un fallimento
Un giorno una donna
si recò da un fratello per avere un colloquio personale in quanto non capiva il
comportamento adolescenziale del proprio figlio che rifiutava la sua persona.
Questa donna gli raccontò che già da sedici anni lei soffriva di profondi stati
depressivi e da tutto quel tempo prendeva degli psicofarmaci. I problemi iniziarono per
lei sin dalla gravidanza.
Lei non desiderava avere un bambino, perché riteneva di non essere una buona madre e ciò
nonostante rimase comunque in cinta. Era assalita da tante paure e nella sua mente
arrivava a rifiutava concettualmente il bambino che aveva nel grembo.
Da questi sentimenti le nacquero dei forti sensi di colpa che quando il bimbo nacque, le
sue paure aumentarono al punto che divenne veramente incapace di accudire al suo figliolo.
Gesù toglie la
paura
La bibbia ci insegna però che dobbiamo "gettare su di Lui ogni nostra
preoccupazione, perché egli ha cura di noi" Pt.
E facile da dirsi
questo passo, ma non è facile da farsi, per credere e vivere questa realtà ci vuole
fiducia. Ed il Signore Gesù Cristo è degno della nostra fiducia, chi gli affida la
propria vita e si sottopone alla Sua signoria, ha una base salda su cui fondare la propria
esistenza. Cristo Gesù è la roccia , una roccia che non vacilla in perpetuo. Solo col
Signore siamo al sicuro, in vita ed anche nel momento della morte.
Paolo scrive in Ro
14:8
perché, se viviamo, viviamo per il Signore; e se moriamo, moriamo per il Signore; sia
dunque che viviamo o che moriamo, noi siamo del Signore.
E queste parole
ci rivelano un profondo senso di sicurezza, di libertà e di protezione. La prigionia
della paura con Cristo viene distrutta e con essa ogni potere al peccato e alla morte.
Corrie Ten Boom
diceva: "Le preoccupazioni sono il nostro carceriere più assiduo, e noi sappiamo
bene che nel momento in cui incominciamo a preoccuparci, ci comportiamo come veri e propri
atei, o crediamo veramente in Gesù Cristo o non ci crediamo"
Il Signore dice: "Nel
mondo avrete tribolazioni, ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo". Gv 16:33