Il Cantico di Mosè
Ordine di leggere al
popolo il cantico
Deut 31:19 Scrivetevi
dunque questo cantico, e insegnatelo ai figliuoli d’Israele; mettetelo loro in
bocca, affinché questo cantico mi serva di testimonio contro i figliuoli
d’Israele.
20 Quando li avrò
introdotti nel paese che promisi ai padri loro con giuramento, paese ove scorre
il latte e il miele, ed essi avranno mangiato, si saranno saziati e ingrassati,
e si saranno rivolti ad altri dèi per servirli, e avranno sprezzato me e
violato il mio patto,
21 e quando molti mali e
molte angosce saran piombati loro addosso, allora questo cantico leverà la sua
voce contro di loro, come un testimonio; poiché esso non sarà dimenticato, e
rimarrà sulle labbra dei loro posteri; giacché io conosco quali siano i
pensieri ch’essi concepiscono, anche ora, prima ch’io li abbia introdotti nel
paese che giurai di dar loro".
22 Così Mosè scrisse quel
giorno questo cantico, e lo insegnò ai figliuoli d’Israele.
Cantico di Mosè
Deut 32:1 "Porgete
orecchio, o cieli, ed io parlerò, e ascolti la terra le parole della mia bocca.
2 Si spanda il mio
insegnamento come la pioggia, stilli la mia parola come la rugiada, come la
pioggerella sopra la verdura, e come un acquazzone sopra l’erba,
3 poiché io proclamerò il
nome dell’Eterno. Magnificate il nostro Iddio!
4 Quanto alla Ròcca,
l’opera sua è perfetta, poiché tutte le sue vie sono giustizia. E’ un Dio
fedele e senza iniquità; egli è giusto e retto.
5 Ma essi si sono condotti
male verso di lui; non sono suoi figliuoli, l’infamia è di loro, razza storta e
perversa.
6 E’ questa la ricompensa
che date all’Eterno, o popolo insensato e privo di saviezza? Non è egli il
padre tuo che t’ha creato? non è egli colui che t’ha fatto e ti ha stabilito?
7 Ricordati de’ giorni
antichi, considera gli anni delle età passate, interroga tuo padre, ed egli te
lo farà conoscere, i tuoi vecchi, ed essi te lo diranno.
8 Quando l’Altissimo diede
alle nazioni la loro eredità, quando separò i figliuoli degli uomini, egli
fissò i confini dei popoli, tenendo conto del numero de’ figliuoli d’Israele.
9 Poiché la parte
dell’Eterno e il suo popolo, Giacobbe è la porzione della sua eredità.
10 Egli lo trovò in una
terra deserta, in una solitudine piena d’urli e di desolazione. Egli lo
circondò, ne prese cura, lo custodi come la pupilla dell’occhio suo.
11 Pari all’aquila che
desta la sua nidiata, si libra a volo sopra i suoi piccini spiega le sue ali,
li prende e li porta sulle penne,
12 l’Eterno solo l’ha
condotto, e nessun dio straniero era con lui.
13 Egli l’ha fatto passare
a cavallo sulle alture della terra, e Israele ha mangiato il prodotto de’
campi; gli ha fatto succhiare il miele ch’esce dalla rupe, l’olio ch’esce dalle
rocce più dure,
14 la crema delle vacche e
il latte delle pecore. Gli ha dato il grasso degli agnelli, de’ montoni di
Basan e de’ capri, col fior di farina del frumento; e tu hai bevuto il vino
generoso, il sangue dell’uva.
15 Ma Ieshurun s’è fatto
grasso ed ha ricalcitrato, - ti sei fatto grasso, grosso e pingue! - ha
abbandonato l’Iddio che l’ha fatto, e ha sprezzato la Ròcca della sua salvezza.
16 Essi l’han mosso a
gelosia con divinità straniere, l’hanno irritato con abominazioni.
17 Han sacrificato a demoni
che non son Dio, a dèi che non avean conosciuti, dèi nuovi, apparsi di recente,
dinanzi ai quali i vostri padri non avean tremato.
18 Hai abbandonato la Ròcca
che ti diè la vita, e hai obliato l’Iddio che ti mise al mondo.
19 E l’Eterno l’ha veduto,
e ha reietto i suoi figliuoli e le sue figliuole che l’aveano irritato;
20 e ha detto: "Io
nasconderò loro la mia faccia, e starò a vedere quale ne sarà la fine; poiché
sono una razza quanto mai perversa, figliuoli in cui non è fedeltà di sorta.
21 Essi m’han mosso a
gelosia con ciò che non è Dio, m’hanno irritato coi loro idoli vani; e io li
moverò a gelosia con gente che non è un popolo, li irriterò con una nazione
stolta.
22 Poiché un fuoco s’è
acceso, nella mia ira, e divamperà fino in fondo al soggiorno de’ morti;
divorerà la terra e i suoi prodotti, e infiammerà le fondamenta delle montagne.
23 Io accumulerò su loro
dei mali, esaurirò contro a loro tutti i miei strali.
24 Essi saran consunti
dalla fame, divorati dalla febbre, da mortifera pestilenza; lancerò contro a
loro le zanne delle fiere, col veleno delle bestie che striscian nella polvere.
25 Di fuori la spada, e di
dentro il terrore spargeranno il lutto, mietendo giovani e fanciulle, lattanti
e uomini canuti.
26 Io direi: Li spazzerò
via d’un soffio, farò sparire la loro memoria di fra gli uomini,
27 se non temessi
gl’insulti del nemico, e che i loro avversari, prendendo abbaglio, fosser
tratti a dire: "E’ stata la nostra potente mano e non l’Eterno, che ha
fatto tutto questo!"
28 Poiché è una nazione che
ha perduto il senno, e non v’è in essi alcuna intelligenza.
29 Se fosser savi, lo
capirebbero, considererebbero la fine che li aspetta.
30 Come potrebbe un solo
inseguirne mille, e due metterne in fuga diecimila, se la Ròcca loro non li
avesse venduti, se l’Eterno non li avesse dati in man del nemico?
31 Poiché la ròcca loro non
è come la nostra Ròcca; i nostri stessi nemici ne son giudici;
32 ma la loro vigna vien
dalla vigna di Sodoma e dalle campagne di Gomorra; le loro uve son uve avvelenate,
i loro grappoli, amari;
33 il loro vino è un
tossico di serpenti, un crudel veleno d’aspidi.
34 "Tutto questo non è
egli tenuto in serbo presso di me, sigillato ne’ miei tesori?
35 A me la vendetta e la
retribuzione, quando il loro piede vacillerà!" Poiché il giorno della loro
calamità è vicino, e ciò che per loro è preparato, s’affretta a venire.
36 Sì, l’Eterno giudicherà
il suo popolo, ma avrà pietà de’ suoi servi quando vedrà che la forza è
sparita, e che non riman più tra loro né schiavo né libero.
37 Allora egli dirà:
"Ove sono i loro dèi, la ròcca nella quale confidavano,
38 gli dèi che mangiavano
il grasso de’ loro sacrifizi e beveano il vino delle loro libazioni? Si levino
essi a soccorrervi, a coprirvi della loro protezione!
39 Ora vedete che io solo
son Dio, e che non v’è altro dio accanto a me. Io fo morire e fo vivere,
ferisco e risano, e non v’è chi possa liberare dalla mia mano.
40 Sì, io alzo la mia mano
al cielo, e dico: Com’è vero ch’io vivo in perpetuo,
41 quando aguzzerò la mia
folgorante spada e metterò mano a giudicare, farò vendetta de’ miei nemici e
darò ciò che si meritano a quelli che m’odiano.
42 Inebrierò di sangue le
mie frecce, del sangue degli uccisi e dei prigionieri, la mia spada divorerà la
carne, le teste dei condottieri nemici".
43 Nazioni, cantate le lodi
del suo popolo! poiché l’Eterno vendica il sangue de’ suoi servi, fa ricadere
la sua vendetta sopra i suoi avversari, ma si mostra propizio alla sua terra,
al suo popolo".
44 E Mosè venne con Giosuè,
figliuolo di Nun, e pronunziò in presenza del popolo tutte le parole di questo
cantico.
45 E quando Mosè ebbe
finito di pronunziare tutte queste parole dinanzi a tutto Israele, disse loro:
46 "Prendete a cuore
tutte le parole con le quali testimonio oggi contro a voi. Le prescriverete ai
vostri figliuoli, onde abbian cura di mettere in pratica tutte le parole di
questa legge.
47 Poiché questa non e una
parola senza valore per voi: anzi, e la vostra vita; e per questa parola
prolungherete i vostri giorni nel paese del quale andate a prender possesso,
passando il Giordano".
48 E, in quello stesso
giorno, l’Eterno parlò a Mosè, dicendo:
49 "Sali su questo
monte di Abarim, sul monte Nebo, ch’è nel paese di Moab, di faccia a Gerico, e
mira il paese di Canaan, ch’io do a possedere ai figliuoli d’Israele.
50 Tu morrai sul monte sul
quale stai per salire, e sarai riunito al tuo popolo, come Aaronne tuo fratello
è morto sul monte di Hor ed è stato riunito al suo popolo,
51 perché commetteste un’infedeltà
contro di me in mezzo ai figliuoli d’Israele, alle acque di Meriba a Kades, nel
deserto di Tsin, e perché non mi santificaste in mezzo ai figliuoli d’Israele.
52 Tu vedrai il paese
davanti a te, ma là, nel paese che io do ai figliuoli d’Israele, non
entrerai".