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                             Famiglia e Chiesa

                                            (1Cor 16:15-16)

 

 

 

Concetti generali

 

 

 

·       PASSO CHIAVE:   1Cor 16:15-16

       

 

 

 

·       PENSIERO CHIAVE:  La vita di chiesa è un estensione della vita familiare

     

 

 

·       OBIETTIVO CHIAVE: Realizzare le 4 rassomiglianze tra la vita della chiesa

e quella che si svolge nel contesto familiare: Stabilità, ruoli differenziati, aiuto reciproco e timore di Dio.

     

 

PREPARATIVI CHIAVE:

      1. Leggi e analizza accuratamente i brani citati ed eventuali passi paralleli

      2. Familiarizza con la lezione.

      3. Memorizza accuratamente le domande per la conversazione.

      4. Procurati delle Bibbie per eventuali ospiti che non la possiedono.

      5. Carta e penna per scrivere le risposte

     

 

 

 

 

1° parte: Introduciamo la lezione - conversazione

 

 

Istruzioni per il conduttore: Leggi il brano e spiega i seguenti concetti

 

 

·       Scrivendo ai Corinti, Paolo cita una famiglia come esempio di vita cristiana:                                                                                            1Cor 16:15 Or, fratelli, voi conoscete la famiglia di Stefana; sapete che è la primizia dell’Acaia, e che si è dedicata al servizio dei santi; 16 io v’esorto a sottomettervi anche voi a cotali persone, e a chiunque lavora e fatica nell’opera comune.                   

 

·       Significativo in questo passo è il fatto che questi credenti si dedicavano all’opera comune come famiglia, quasi che la chiesa fosse un’estensione della vita familiare.                                Ciò non è un caso, infatti qeste due istituzioni - famiglia e chiesa, hanno parecchie cose in comune, a cominciare da uno dei termini adoperati per descriverle. Infatti nel brano appena citato, la parola greca tradotta “famiglia” è oikia.

 

 

·       Paolo usa dei termini analoghi per descriviere la chiesa:          I Tim 3: 14 Io ti scrivo queste cose sperando di venir tosto da te; 15 e, se mai tardo, affinché tu sappia come bisogna comportarsi nella casa (gr. oikos), di Dio, che è la Chiesa dell’Iddio vivente, colonna e base della verità.                    Ga 6:10 Così dunque, secondo che ne abbiamo l’opportunità, facciam del bene a tutti; ma specialmente a quei della famiglia dei credenti (gr. oikeious) .

 

 

·       Il termine casa (gr. oikos), sta ad indicare ordine e una buona amministrazione (cfr. la parola “economia” dal gr. oikonomia, Ef 3:2).                                                                                   Inoltre, l’uso dei termini oikos e oikeious per descrivere i credenti, fa capire che la vita della chiesa dovrebbe rassomigliare a quella di una famiglia ben organizzata (oikia)

 

 

·       Così appare del tutto naturale la pratica di ubicare chiese nelle case dei credenti (Ro 16:5;  Co 16:19; Fl 2).

 

 

 

     

 

2° parte: La 1° rassomiglianza:“La stabilità”

 

Istruzioni per il conduttore: Cerca di creare un conversazione cercando di fare considerare

 

Introduci ora il concetto di stabilità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dai la definizione di stabilità ed esponi i seguenti concetti.

 

·       Oltre la rassomiglianza letterale che abbiamo considerato,  cercate di pensare: quali tipi di rassomiglianze ci devono essere tra la chiesa e la famiglia secondo voi?

 

 

 

 

·       Esaminiamo un concetto!   Se vi dicessi che nella chiesa è necessario che ci sia stabilità, a quale tipo di stabilità pensereste?

 

 

·       Se vi dicessi che nella famiglia è necessario che ci sia stabilità, a quale tipo di stabilità pensereste?

 

 

·       Che cosa è la stabilità e che connessione ha tra la rassomiglianza tra chiesa e famiglia che stiamo considerando?

 

 

·       Stabilità: L’essere stabile (fisso, fermo, saldo), solidità, fermezza, costanza, perseveranza, l’essere definitivo, permanente.

 

·       Per la famiglia, es.: Mat 19:6 “quello dunque che Dio ha unito, l’uomo non lo separi”. Possiamo quindi dire che per la famiglia il divorzio è escluso in modo categorico.

 

·       E’ prevista una simila stabilità fra i membri della chiesa locale.

·       Eb. 10: 24 E facciamo attenzione gli uni agli altri per incitarci a carità e a buone opere, 25 non abbandonando la nostra comune adunanza come alcuni son soliti fare, ma esortandoci a vicenda; e tanto più, che vedete avvicinarsi il gran giorno.                                                                                                   Giovanni riguardo alcuni che rigettarono l’insegnamento degli apostoli scrive:  1Gv 2: 19 Sono usciti di fra noi, ma non erano de’ nostri; perché, se fossero stati de’ nostri, sarebbero rimasti con noi; ma sono usciti affinché fossero manifestati e si vedesse che non tutti sono dei nostri.

 

 

 

 

3° parte: La 2° rasssomiglianza: “La differenziazione dei ruoli”

Istruzioni per il conduttore: Introduci ora il concetto sui rapporti differenziati

 

 

 

 

 

Fai dare delle risposte alle seguenti domande, poi intervieni esponendo i successivi principi.

 

·       Per quanto concerne la famiglia, Paolo riassume il piano di Dio in poche frasi:  Col 3:18 Mogli, siate soggette ai vostri mariti, come si conviene nel Signore. 19 Mariti, amate le vostre mogli, e non v’inasprite contro a loro. 20 Figliuoli, ubbidite ai vostri genitori in ogni cosa, poiché questo è accettevole al Signore.  21 Padri, non irritate i vostri figliuoli, affinché non si scoraggino.

·       A proposito di questo qualcuno sostiene che attualmente la famiglia stia attraversando una grave crisi proprio perchè la società rifiuta il principio della differenziazione dei ruoli, dice che dove questa manca la famiglia tende a disgregarsi.         

·       Che  cosa ne pensate della differenziazione dei ruoli  e del principio esposto da questo fratello?

 

·       Qual’è secondo la Bibbia la giusta differenziazione dei ruoli all’interno della chiesa?                                                     

1.     Il rapporto tra i credenti e chi viene evangelizzato, deve essere come tra padre e figlio (1Te 2:10-12; 1Co 4.15).

2.     Sono previsti al posto del capofamiglia gli anziani o vescovi (1Te 5:12; 1Tim 3:1-8; Tito 1:5)

3.     E’ previsto che ci siano anche i diaconi per svolgere i servizi necessari per il buon andamento della vita comunitaria (1Ti 3:9-13; At 6:1-6)

·       La differenziazione dei ruoli favorisce l’interazione costruttiva di tutti i membri della famiglia come pure di quelli della “casa di Dio”.

 

4° parte: la 3° rassomiglianza: L’aiuto reciproco.

Istruzioni per il conduttore:

Sii determinato nel proporre la domanda e fa che tutti diano una sincera risposta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sicuramente a questo punto molti avranno da aggiungere qualche opinione personale.

 

Spiega il versetto e poni l'enfasi sulle parti sottolineate.

 

 

 

 

 

Se vi chiedessi:

Cosa significa essere d'aiuto per qualcun altro, cosa mi rispondereste?

(Possibili risposte:)

- Venire incontro agli altri

- Dare una mano efficace, laddove necessario

- Essere disponibile ad ogni evenienza

-Avere una disposizione d'animo verso il prossimo

 

Se ora vi chiedessi la definizione di "reciproco", sapreste darmela?

 

Essere d'aiuto è tutto questo, ma può essere ancora di più:

L'aiuto reciproco in un contesto familiare  è:
- essere tutti disponibile nell'adoperarsi nelle mansioni che ci competono,
  es.   per un papà: occuparsi del proprio studio, inteso anche nel fargli le pulizie, fare le spesa  ecc.

           per i figli: mettere in ordine la propria camera, non lasciare oggetti in giro per la casa, fare la spesa ecc.

- Essere disponibili nelle mansioni che non ci competono, ma all'occorrenza, dietro specifiche disposizioni sapersi destreggiare al meglio:

  es. laddove una moglie può non essere disponibile nel lavoro domestico, perché lavora già altrove o è temporaneamente malata o altro, è importante che il marito per primo ed i figli al suo seguito, portino avanti tutto ciò che concerne il "da farsi casalingo".  Non bisogna lasciare accumulare il lavoro, sperando che la moglie o la mamma guarisca quanto prima e possa ritornare dal suo lavoro per preparare la cena e fare questo o quello.

 

Il lavoro in casa e nella coppia, deve essere un lavoro di squadra dove tutti sono titolari e tutti si adoperano nel compiere un opera produttiva.

 

Lo stesso deve avvenire nella nostra assemblea locale! Non bisogna necessariamente saper fare tutto bene, ma laddove necessario e dietro giuste direttive, saper anche temporaneamente assolvere delle mansioni, in modo che la chiesa, anche senza un "pilastro", non debba crollare mai.

 

Cosa ne pensate?

(Opinioni)

 

Paolo a tal proposito scrive:

Ef 4: …ma che, seguitando verità in carità, noi cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo.

16 Da lui tutto il corpo ben collegato e ben connesso mediante l’aiuto fornito da tutte le giunture, trae il proprio sviluppo nella misura del vigore d’ogni singola parte, per edificar se stesso nell’amore.

 

 

 

 

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