Dure reazioni e scetticismo nel mondo
dopo l'annuncio della clonazione umana

Si sarebbe spinto lì dove nessuno ha mai pensato e soprattutto voluto che un uomo potesse arrivare: sull'ultimo confine della vita. Con le sue ricerche e i suoi esperimenti Severino Antinori avrebbe realizzato il primo esperimento completo di clonazione umana. Ma i dubbi che la comunità scientifica mondiale avanza sono molti.

La notizia pubblicata dalla autorevole rivista inglese New Scientist, non convince: il ginecologo italiano avrebbe parlato dell'intervento nel corso di un convegno negli emirati arabi, paese nel quale nessuna legge pone limiti alla sperimentazione di cloni umani. E a Dubai ora ci sarebbe una donna al secondo mese di gravidanza.

Nel suo grembo il primo embione umano clonato. Ma nessuna conferma ufficiale è arrivata né da Antinori né dal suo collaboratore: il professore americano Panos Zavos. Siamo fermi, per ora, alle anticipazioni che proprio Antinori e Zavos nei mesi scorsi avevano diffuso. Soprattutto sulla tecnica.

 

Dall'ovulo viene prelevato il nucleo e sostituito con quello di una cellula adulta prelevata dal partner. Si ottiene una nuova cellula nella quale i patrimoni genetici (il Dna dell'uomo e il Dna mitocondriale restato nell'ovulo) si fondono dando vita a un soggetto che non sarà mai perfettamente identico a quello dal quale è stato clonato. Il vero segreto, secondo i ricercatori, consiste nel ripetere più volte la procedura (trasferendo cioè il nucleo di una cellula di clone in un nuovo ovulo ospite, per ottenere così un nuovo clone) fino ad avere la certezza di avere eliminato ogni difetto genetico.

A questo punto tutto è pronto per trasferire l'embrione clonato nell'utero. Facile a dirsi, meno facile a comprendersi. Sicuramente una pratica da condannare secondo il parere quasi unanime della comunità internazionale.

La clonazione, oltre alla irrevocabile condanna sancita dalla chiesa cattolica che la considera aberrante, è stata messa al bando da tutte le grandi potenze, dagli Stati Uniti all'Unione Europea. In Italia è vietata esplicitamente dal codice deontologico dei medici: "continuo a sperare che sia un tam tam infondato: la mia assoluta condanna è la stessa di tutti i responsabili della sanità del mondo avanzato", dice il ministro della salute Girolamo Sirchia.

 

Altri medici sollevano dubbi scientifici e ricordano che la conoscenza e la sperimentazioni attuali non offrono garanzie e i rischi di malformazione del feto sono ancora molto elevati. Loro, Antinori e Zavos, continuano a tacere, come accade da febbraio, da quando cioè Zavos annuncio il prossimo inizio della sperimentazione, comunicando che dieci coppie sterili erano già state selezionate. "Ci saranno molti fallimenti perché questa procedura non è mai stata tentata prima - aveva affermato Zavos in quell'occasione - ma riusciremo nel nostro obiettivo".