Cos'è la Clonazione

La tecnica della clonazione consiste nel trasferire il nucleo di una cellula somatica (adulta) all'interno di un ovocita in precedenza privato del suo nucleo. Nell'esperimento annunciato nel novembre scorso dall'azienda americana Act (Advanced Cell Technology) un embrione umano è stato ottenuto anche con la partenogenesi, che consiste nell'inviare all'ovocita segnali che lo attivano, proprio come se fosse stato fecondato da uno spermatozoo. Ecco schematicamente le due tecniche:
CLONAZIONEconsiste nel prelevare da una cellula adulta il nucleo nel quale è contenuto il patrimonio genetico e nel trasferirlo all'interno di un ovocita privato del proprio nucleo. Nell'esperimento che ha portato alla clonazione della pecora Dolly l'ovocita così modificato ha dato vita a un embrione lasciato sviluppare fino alla nascita di un nuovo individuo. Nell'esperimento condotto dalla Act, invece, lo sviluppo dell'embrione è stato bloccato allo stadio di sei cellule. E' una tecnica di riproduzione asessuata, dal momento che non avviene alcuna ricombinazione genetica: il nucleo che viene introdotto nell'ovocita mantiene per intero il suo patrimonio genetico e di conseguenza il nuovo individuo che si ottiene è una perfetta fotocopia del donatore della cellula adulta dalla quale è stato prelevato il nucleo.
PARTENOGENESI: la tecnica, possibile soltanto per le donne, si basa sul prelievi di un ovocita e sulla stimolazione di quest'ultimo in modo che questo cominci a dividersi proprio come se uno spermatozoo fosse penetrato al suo interno. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non si tratta affatto di una tecnica di riproduzione asessuata, poiché avviene una ricombinazione di materiale genetico, seppure appartenente allo stesso individuo. In altre parole, il nuovo individuo che viene generato non è una fotocopia della madre, dalla quale è stato prelevato l'ovocita. Si tratta di un fenomeno tutt'altro che raro in natura, presente in alcuni mammiferi, negli uccelli (ad esempio nei tacchini), ma soprattutto tra animali meno complessi come artropodi (crostacei, ragni, insetti), anellidi (vermi, lombrichi) e rotiferi (gli animali microscopici che vivono nell'acqua). I primi esperimenti di partenogenesi risalgono agli anni '30, quando i ricercatori si servivano esclusivamente della punta di un ago per risvegliare l'ovocita. Oggi a questo scopo si utilizzano correnti elettriche oppure stimolazioni di tipo chimico. L'ovocita riceve in questo modo uno stimolo simile a quello ricevuto dallo spermatozoo e si comporta proprio come se fosse stato fecondato. Perde quindi immediatamente metà del suo patrimonio genetico e, per completare il corredo cromosomico, recupera il cosiddetto globulo polare, ossia il nucleo che viene prodotto nel momento dell'ovulazione e che resta bloccato tra il nucleo e la membrana dell'ovocita. Subito dopo la stimolazione questo nucleo abortivo viene inglobato nell'ovocita proprio come lo spermatozoo e avviene così la ricombinazione genetica. Sebbene questa tecnica sia utilizzabile soltanto per le donne, la sua importanza teorica è rilevante perché apre nuove conoscenze sui meccanismi di attivazione dell'ovocita.